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Il destino si è fatto buono

L'avventura umana di Lella Ugolini

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cartacea
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Tipologia
ISBN
9788852601187
Genere
Altri generi
Editore
Collana
Pagine
136
Formato
14 x 21
Anno
Note
inserto fotografico a colori, sovraccoperta
"i figli sono nostri ma non ci appartengono"

Un terribile incidente e la perdita istantanea di due figli. Poteva essere una tragedia che annulla per sempre ogni speranza. Ma per Lella Ugolini, per quasi trent’anni anima di un’esperienza di scuole libere a Rimini, “il destino si è fatto buono”: attraverso il volto di un gruppo di amici ha risposto alla domanda di eternità e di felicità suscitata dal grande dolore. L’incontro con il carisma di don Luigi Giussani e la conseguente consapevolezza che “i figli sono nostri ma non ci appartengono” sono il punto di partenza di un cammino che l’ha portata a dedicare la vita al compito – tanto grande quanto oggi misconosciuto – dell’educazione. La sua è la storia di un appassionato amore alla libertà: la sua e quella delle migliaia di ragazzi che, letteralmente, poteva affermare di conoscere uno per uno.
Fin da giovane nel mondo della scuola come insegnante di matematica, ha testimoniato – senza un particolare sapere tecnico o specialistico – uno straordinario carisma educativo, che ha formato decine di insegnanti, consigliato altrettanti genitori, cresciuto generazioni di giovani. Sotto la sua guida la pionieristica esperienza di un gruppo di genitori che nel 1974 aveva dato vita con mezzi di fortuna a un piccolo asilo è diventata nel tempo la realtà delle scuole della Karis Foundation.
Scrive nella Prefazione il poeta Davide Rondoni: «Non c’è differenza tra il grido alzato a Dio nel buio del lutto e il lento lavorìo per l’educazione di tanti giovani. Non c’è differenza di intensità. La stessa bomba, lo stesso fuoco. Là, dopo la grande amputazione del dolore, fu un grido gettato in volto a un Dio sperduto. Negli anni, dopo l’incontro con i cristiani, fu la stessa preghiera. Non si spiegherebbero altrimenti la così grande generosità e la così grande pazienza, con gli altri e con se stessa. L’impegno negli anni non è stata la consolazione. La vita colma di opere non è stata per riempire un vuoto. No, è stata la continuazione. È stata la medesima contemplazione.»

Prefazione di Davide Rondoni
"i figli sono nostri ma non ci appartengono"

Un terribile incidente e la perdita istantanea di due figli. Poteva essere una tragedia che annulla per sempre ogni speranza. Ma per Lella Ugolini, per quasi trent’anni anima di un’esperienza di scuole libere a Rimini, “il destino si è fatto buono”: attraverso il volto di un gruppo di amici ha risposto alla domanda di eternità e di felicità suscitata dal grande dolore. L’incontro con il carisma di don Luigi Giussani e la conseguente consapevolezza che “i figli sono nostri ma non ci appartengono” sono il punto di partenza di un cammino che l’ha portata a dedicare la vita al compito – tanto grande quanto oggi misconosciuto – dell’educazione. La sua è la storia di un appassionato amore alla libertà: la sua e quella delle migliaia di ragazzi che, letteralmente, poteva affermare di conoscere uno per uno.
Fin da giovane nel mondo della scuola come insegnante di matematica, ha testimoniato – senza un particolare sapere tecnico o specialistico – uno straordinario carisma educativo, che ha formato decine di insegnanti, consigliato altrettanti genitori, cresciuto generazioni di giovani. Sotto la sua guida la pionieristica esperienza di un gruppo di genitori che nel 1974 aveva dato vita con mezzi di fortuna a un piccolo asilo è diventata nel tempo la realtà delle scuole della Karis Foundation.
Scrive nella Prefazione il poeta Davide Rondoni: «Non c’è differenza tra il grido alzato a Dio nel buio del lutto e il lento lavorìo per l’educazione di tanti giovani. Non c’è differenza di intensità. La stessa bomba, lo stesso fuoco. Là, dopo la grande amputazione del dolore, fu un grido gettato in volto a un Dio sperduto. Negli anni, dopo l’incontro con i cristiani, fu la stessa preghiera. Non si spiegherebbero altrimenti la così grande generosità e la così grande pazienza, con gli altri e con se stessa. L’impegno negli anni non è stata la consolazione. La vita colma di opere non è stata per riempire un vuoto. No, è stata la continuazione. È stata la medesima contemplazione.»

Prefazione di Davide Rondoni
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