Utilizziamo cookie proprietari e di terze parti al fine di migliorare i nostri servizi. Per ulteriori informazioni o per scoprire come modificare la configurazione, consulta la nostra Politica relativa ai cookie.
Ok

I cavoli a merenda

Versione
cartacea
€ 22,00
Disponibile in circa 5/7 gg
Spedizione gratuita comprando questo prodotto + un altro da € 7.90
Tipologia
ISBN
9788845907807
Altri generi
Editore
Pagine
151
Formato
14x22
Anno
Note
illustrazioni a colori di Sergio Tofano
I cavoli a merenda, «novelle scritte e illustrate da Sergio Tofano, universalmente noto sotto lo pseudonimo Sto e quale creatore del signor Bonaventura, è per molti lettori il più incantevole libro per bambini scritto in Italia nel nostro secolo. Sono tutte storie surreali, incongrue, che prendono le mosse da un qualche evento di irrisoria gravità: l’invincibile guerriero Uguccion della Stagnola che rimane prigioniero della sua armatura; la ragazza Pepita, terribilmente golosa, che si arrotola su se stessa e provoca una moda che conquista le ragazze di Montesaponetta; il re che voleva le ciliege senza nocciolo, ma fu messo a posto da un saggio famoso; l’angosciosa infanzia del piccolo Aniceto, a cui ciascuno dei parenti vuole imporre una istitutrice di diversa nazionalità; Mamaluch Pascià, Sultano di Muizzaiseifeim che, pur non essendo un «tiranno tiranno», impone a tutti i suoi sudditi di non dormire perché lui soffre di insonnia...
Da ciascuna di queste situazioni nasce una favola – e, come per ogni favola, Sto ci provvede ogni volta di un adeguato lieto fine: «Le nozze furono sontuose e da tutte le parti del regno piovvero nella reggia i regali di nozze. Perfino il boia di Stato mandò al sovrano un chilo di sapone da lui inventato per lubrificare la fune della forca».
I cavoli a merenda, «novelle scritte e illustrate da Sergio Tofano, universalmente noto sotto lo pseudonimo Sto e quale creatore del signor Bonaventura, è per molti lettori il più incantevole libro per bambini scritto in Italia nel nostro secolo. Sono tutte storie surreali, incongrue, che prendono le mosse da un qualche evento di irrisoria gravità: l’invincibile guerriero Uguccion della Stagnola che rimane prigioniero della sua armatura; la ragazza Pepita, terribilmente golosa, che si arrotola su se stessa e provoca una moda che conquista le ragazze di Montesaponetta; il re che voleva le ciliege senza nocciolo, ma fu messo a posto da un saggio famoso; l’angosciosa infanzia del piccolo Aniceto, a cui ciascuno dei parenti vuole imporre una istitutrice di diversa nazionalità; Mamaluch Pascià, Sultano di Muizzaiseifeim che, pur non essendo un «tiranno tiranno», impone a tutti i suoi sudditi di non dormire perché lui soffre di insonnia...
Da ciascuna di queste situazioni nasce una favola – e, come per ogni favola, Sto ci provvede ogni volta di un adeguato lieto fine: «Le nozze furono sontuose e da tutte le parti del regno piovvero nella reggia i regali di nozze. Perfino il boia di Stato mandò al sovrano un chilo di sapone da lui inventato per lubrificare la fune della forca».
continua a leggere
© Itaca srl - P.IVA 02014470393 - 2007-2015 - Tutti i diritti riservati - Informazioni societarie -
Grafica e Comunicazione:
Andrea Cimatti

Piattaforma eCommerce e Sviluppo sito:
Endurance
Credits