«Quel che è contenuto di Vangelo, in questo Monologo di Pietro regalatoci da Sergio Silecchia, diventa un fatto di respiro, di fiato.
Il respiro evangelico di quei tre anni in terra di Galilea ci giunge come vento plurimillenario direttamente dal fiato del diretto protagonista: quel pescatore, Pietro, ci viene restituito come impietrito dall’avventura trascorsa con l’amico «figlio del carpentiere».
Il Pietro-impietrito di allora rivive in questi versi come un’aria poetica che si può inspirare, letteralmente (in lettura e ascolto), tutto-d’un-fiato».
Dalla prefazione di Giuseppe Fidelibus