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Versione
cartacea
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Tipologia
ISBN
9788837217334
Genere
Altri generi
Editore
Formato
12x20
Anno
Note
IV edizione (I ediz. 1967)
Nel vastissimo panorama della letteratura di esegesi, di celebrazione, di critica dantesca, in Italia e all'estero, si inseriscono con una loro originalità irriducibile i due saggi di Romano Guardini qui raccolti, Gli angeli nella Divina Commedia e Paesaggio dell'eternità. L'angolatura dell'indagine non è la più consueta per indagini sull'Alighieri: essa è innanzitutto teologica e filosofica, pur non trascurando notazioni linguistiche e rilievi stilistici che testimoniano, insieme con un gusto sottile, l'amorosa familiarità col testo, che all'autore era stata istillata dal padre.
La cultura che vi si dispiega è ricca di suggestioni, che scaturiscono da accostamenti e contrasti imprevisti, come tra le figure angeliche dantesche e l'enigmatica essenza dell'angelo di Rilke, o sottofondi sapienziali remoti, quali appaiono, ad esempio, nel riferimento della «mistica rosa» del Paradiso alla struttura del mandala orientale, o negli inquitanti paralleli tra le metamorfosi dei ladri nell'Inferno e fenomeni di spersonalizzazione quasi da «lupo mannaro» nell'epos nordico. Agli studi danteschi ne viene l'apporto dell'apertura di orizzonti non abituali, dove la ricerca può svilupparsi fecondamente, tendendo a una comprensione del pensiero di Dante, oltreché dell'arte sua, più profonda e matura.
Nel vastissimo panorama della letteratura di esegesi, di celebrazione, di critica dantesca, in Italia e all'estero, si inseriscono con una loro originalità irriducibile i due saggi di Romano Guardini qui raccolti, Gli angeli nella Divina Commedia e Paesaggio dell'eternità. L'angolatura dell'indagine non è la più consueta per indagini sull'Alighieri: essa è innanzitutto teologica e filosofica, pur non trascurando notazioni linguistiche e rilievi stilistici che testimoniano, insieme con un gusto sottile, l'amorosa familiarità col testo, che all'autore era stata istillata dal padre.
La cultura che vi si dispiega è ricca di suggestioni, che scaturiscono da accostamenti e contrasti imprevisti, come tra le figure angeliche dantesche e l'enigmatica essenza dell'angelo di Rilke, o sottofondi sapienziali remoti, quali appaiono, ad esempio, nel riferimento della «mistica rosa» del Paradiso alla struttura del mandala orientale, o negli inquitanti paralleli tra le metamorfosi dei ladri nell'Inferno e fenomeni di spersonalizzazione quasi da «lupo mannaro» nell'epos nordico. Agli studi danteschi ne viene l'apporto dell'apertura di orizzonti non abituali, dove la ricerca può svilupparsi fecondamente, tendendo a una comprensione del pensiero di Dante, oltreché dell'arte sua, più profonda e matura.
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