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Il trionfo della fede

Perché il mondo non è mai stato così religioso

Versione
cartacea
€ 26,00
Disponibile
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Tipologia
ISBN
9788867088089
Genere
Altri generi
Editore
Curatore
Franca Genta Bonelli (traduttrice)
Pagine
330
Formato
14x21
Anno
Note
Brossurato con alette
Dio non è morto. Anzi, il mondo non «è mai stato così religioso», scrive Rodney Stark con la consueta incisività.
Riunendo un’impressionante quantità di statistiche elaborate da fonti autorevoli quali il Gallup World Poll e il World Values Survey – il network mondiale di sociologi con sede a Vienna le cui pubblicazioni, tradotte in più di venti lingue, sono studiate da governi e istituzioni accademiche –, Rodney Stark smantella uno dei luoghi comuni della modernità più duri a morire: l’idea che le nostre società siano sempre più secolarizzate.
In questo suo studio esamina, sondaggio dopo sondaggio, la situazione di ogni angolo del globo, soffermandosi non solo sulle religioni più diffuse (dal cristianesimo all’islam, dal buddhismo all’induismo, dall’ebraismo allo shintoismo), ma anche sulle tradizioni presenti in aree più circoscritte. Le conclusioni sono sorprendenti, provocatorie, radicali e difficilmente eludibili, soprattutto per un lettore occidentale e laico: l’81% della popolazione mondiale dichiara di appartenere a una religione organizzata; il 50% dichiara di partecipare ogni settimana ai riti della propria confessione; i Paesi al mondo con più del 20% della popolazione non credente sono solo tre: Vietnam, Cina e Corea del Sud.
Le Chiese, insomma, prosperano, soprattutto là dove propongono una fede «attraente», si prendono cura dei bisogni spirituali dell’uomo, competono tra di loro in un «mercato» aperto (non condizionato dalla politica, come avviene in Europa e, in modo ancora più esteso, in buona parte del mondo musulmano), non si sottraggono al confronto culturale con il sapere scientifico e filosofico, combattono l’idea, così diffusa, che essere religiosi significhi essere irrazionali.
Dio non è morto. Anzi, il mondo non «è mai stato così religioso», scrive Rodney Stark con la consueta incisività.
Riunendo un’impressionante quantità di statistiche elaborate da fonti autorevoli quali il Gallup World Poll e il World Values Survey – il network mondiale di sociologi con sede a Vienna le cui pubblicazioni, tradotte in più di venti lingue, sono studiate da governi e istituzioni accademiche –, Rodney Stark smantella uno dei luoghi comuni della modernità più duri a morire: l’idea che le nostre società siano sempre più secolarizzate.
In questo suo studio esamina, sondaggio dopo sondaggio, la situazione di ogni angolo del globo, soffermandosi non solo sulle religioni più diffuse (dal cristianesimo all’islam, dal buddhismo all’induismo, dall’ebraismo allo shintoismo), ma anche sulle tradizioni presenti in aree più circoscritte. Le conclusioni sono sorprendenti, provocatorie, radicali e difficilmente eludibili, soprattutto per un lettore occidentale e laico: l’81% della popolazione mondiale dichiara di appartenere a una religione organizzata; il 50% dichiara di partecipare ogni settimana ai riti della propria confessione; i Paesi al mondo con più del 20% della popolazione non credente sono solo tre: Vietnam, Cina e Corea del Sud.
Le Chiese, insomma, prosperano, soprattutto là dove propongono una fede «attraente», si prendono cura dei bisogni spirituali dell’uomo, competono tra di loro in un «mercato» aperto (non condizionato dalla politica, come avviene in Europa e, in modo ancora più esteso, in buona parte del mondo musulmano), non si sottraggono al confronto culturale con il sapere scientifico e filosofico, combattono l’idea, così diffusa, che essere religiosi significhi essere irrazionali.
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