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L'ultima marcia del tenente Peguy

Versione cartacea

Editore: ARES
Pagine: 168
Genere: Romanzo
ISBN: 9788881556250
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione:
Tag: Visti su "AIC"
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Editore: ARES
Pagine: 168
Genere: Romanzo
ISBN: 9788881556250
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione: 2014
Tag: Visti su "AIC"
Il tenente Charles Péguy morì il 5 settembre 1914, nei dintorni di Villeroy, fulminato da un proiettile in fronte, mentre era al comando della sua compagnia. Cominciava la battaglia della Marna. Si concludeva così, a soli 41 anni, l’esperienza dell’indomito direttore dei Cahiers de la Quinzaine, affascinato da Giovanna d’Arco, il socialista tornato al cattolicesimo, senza rinnegare il suo passato. Péguy è stato uno dei grandi poeti del Novecento, una figura ardente e «irregolare» dal fascino magnetico sulle nuove generazioni. In questo emozionante poema, Roberto Gabellini rievoca l’itinerario spirituale dei giorni estremi del tenente Péguy: dai treni imbandierati che lasciavano Parigi per il fronte, alle marce martoriate dalla stanchezza e dalla sete, sino al fatale incontro con il nemico.
L’ultima marcia del tenente Péguy è uno scavo sul senso della vita e sul mistero del dolore, che, come insegnava l’autore di Véronique, può essere capovolto dalla forza spiazzante della Grazia: «Lascia che sia la grazia a darsi da fare, / se vuole; lei che è insidiosa, è scaltra, / che è sempre inattesa, è ostinata; / che se non viene diritta, certo, / trova sempre un qualche modo, / per quanto strano, d’arrivare alla meta...».
Pigi Colognesi, autore dell’unica biografia italiana di Charles Péguy, scrive nell’Introduzione: «Péguy fu misconosciuto o addirittura frainteso dal milieu cattolico a lui contemporaneo e anche di alcuni decenni successivi. Fu l’acribia di grandi teologi come Von Balthasar, Da­niélou e De Lubac a svelarne tutta la profondità e la consonanza con il cristianesimo della grande tradizione patristica, a coglierne l’aspetto profetico».