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Il sindaco contadino

L'ideale di costruire il bene comune

Versione cartacea

A cura di: Eugenio Dal Pane
Editore: ITACA
Pagine: 144
Genere: Lavoro
Altri generi: Politica, Etica
ISBN: 9788852604270
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Collana:
Anno di edizione:
Note: contiene fotografie in b/n; brossurato con alette
Tag: Nonni
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A cura di: Eugenio Dal Pane
Editore: ITACA
Pagine: 144
Genere: Lavoro
Altri generi: Politica, Etica
ISBN: 9788852604270
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Collana: Persone e Imprese
Anno di edizione: 2015
Note: contiene fotografie in b/n; brossurato con alette
Tag: Nonni

«Fare politica è un lavoro martiriale, perché bisogna andare tutto il giorno con quell’ideale di costruire il bene comune».

Queste parole di papa Francesco sintetizzano il senso dell’esperienza narrata nel libro Il sindaco contadino, quella di un uomo rimasto sempre attaccato al proprio lavoro di contadino, che si è impegnato in diversi settori – politica, sindacato, cooperazione – con un unico intento: fare qualcosa che potesse contribuire a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei propri concittadini e, in particolare, di chi vive in agricoltura.

Emerge uno spaccato di vita dell’Italia, ricostruita dopo le ferite della guerra grazie al generoso e gratuito impegno di uomini che, nella diversità di prospettive ideali, si spesero per edificare una società più giusta e solidale. Al tempo stesso, mentre il Paese sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia recente, queste pagine suonano come un invito a ritrovare la strada del sacrificio, della moralità, della solidarietà e dell’impegno per il bene comune.

«Siamo in una situazione indubbiamente difficile, dalla quale non si potrà uscire senza una inversione di rotta che dovrebbe coinvolgere non solo la classe politica, ma la società nel suo insieme».

Reginaldo Dal Pane è nato a Faenza (RA) il 18 settembre 1925. Dopo la quinta elementare ha iniziato a lavorare la terra nel podere condotto a mezzadria dalla propria famiglia fin dal 1831, situato a Casalecchio vicino al Molino Scodellino.

Nel 1948, in vista delle elezioni politiche, a seguito di una proposta del parroco comincia la sua partecipazione alla vita politica nelle file della Democrazia cristiana. Nel 1951 entra nel consiglio comunale e nel 1956, a trent’anni, viene eletto sindaco di Castel Bolognese, carica che ricoprirà fino al febbraio 1965.

Nel 1950 è tra i fondatori della Cisl in provincia di Ravenna. A lungo membro del Comitato direttivo nazionale, ricopre per circa vent’anni la carica di segretario provinciale della Federcoltivatori Cisl. Numerose le cariche assunte anche in ambito cooperativo in provincia di Ravenna, tra le quali vicepresidente dell’Unione delle cooperative e presidente dell’Unione delle cooperative agricole. In tale veste partecipa all’Unione nazionale delle cooperative agricole. Successivamente è stato chiamato a ricoprire incarichi in svariate strutture pubbliche di servizio per l’agricoltura.

Questa multiforme attività non lo ha mai allontanato dalla terra e dal proprio lavoro di contadino, unica forma di sostentamento per sé e per la propria famiglia.

Vive con la moglie Lina, dalla quale ha avuto quattro figli: Eugenio, Domenica, Maurizio e Giampaolo.