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Il cuore cherubico

Scritti teologici, omiletici e mistici

Versione cartacea

Editore: SAN PAOLO EDIZIONI
Pagine: 260
Genere: Teologia
ISBN: 9788821591228
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione:
Note: brossurato con alette
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Editore: SAN PAOLO EDIZIONI
Pagine: 260
Genere: Teologia
ISBN: 9788821591228
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione: 2014
Note: brossurato con alette
Il volume raccoglie gli scritti del celebre filosofo, teologo e scienziato russo, appartenenti al periodo giovanile (1904-1917) durante il quale egli ha vissuto importanti esperienze di sofferta ricerca esistenziale e di intensa formazione spirituale.

Seguendo il flusso poetico del pensiero, il lettore viene condotto gradualmente alla scoperta dei tratti costitutivi dell’autentica ascetica cristiana e della sua sempre attuale eredità sapienziale, alimentate dalle letture bibliche e dall’assidua frequentazione della tradizione patristica, monastica e liturgica della Chiesa ortodossa. Il fulcro attorno al quale ruotano gran parte di queste riflessioni è la divinizzazione, la bontà ontologica del creato e la sua manifestazione nel cuore umano, chiamato a custodire in sé il ritmo della vita trinitaria di Dio-Amore, ad accogliere l’amore quale sostanza divina, fino alla trasfigurazione di tutto l’essere.

Nuova edizioni riveduta e ampliata a cura di Natalino Valentini e Lubomir Zak
PAVEL ALEKSANDROVIC FLORENSKIJ (1882-1937) è una delle figure più significative e sorprendenti del pensiero religioso russo, oggi riscoperto in gran parte d’Europa (dopo oltre cinquant'anni di oblio) come uno dei maggiori pensatori del Novecento. Florenskij è anzitutto un filosofo della scienza, fisico, matematico, ingegnere elettrotecnico, epistemologo, ma anche filosofo della religione e teologo, teorico dell’arte e di filosofia del linguaggio, studioso di estetica, di simbologia e di semiotica. In questi ultimi anni, sono tornate alla luce parti considerevoli della sua vastissima eredità culturale, lasciando emergere la statura di vero e proprio “gigante” del pensiero filosofico, teologico e scientifico, al punto da fargli meritare una esplicita menzione nella Fides et ratio (cfr. n. 74). Già nei primi decenni di questo secolo, diversi pensatori russi hanno parlato di lui come di un “Pascal russo”, la cui opera andrebbe posta a fianco a quella di Agostino; più frequentemente è stato definito il “Leonardo da Vinci della Russia” (S. Bulgakov, N. Losskij), che brilla per la sua “genialità” (P. Evdokimov) e “originalità” (A. Losev).
Dottore in matematica all’università di Mosca a 22 anni, rifiuta la cattedra universitaria e studia teologia. Si sposa, viene ordinato presbitero ortodosso, ha cinque figli.
Docente di filosofia presso l’Accademia Teologica moscovita, svolge un’attività sia filosofico-teologica sia scientifica di primissimo livello, fino a che il potere comunista, mal sopportando che quella intelligenza superiore potesse conciliarsi con l’essere cristiano e prete (Florenskij si presentava agli incontri accademici e scientifici in abito talare) lo rinchiude nel famigerato lager delle isole Solovki all’estremo nord del paese. Dopo anni di prigionia e di lavori forzati, l’8 dicembre 1937 nei pressi di Leinigrado, all’età di 55 anni, gli viene tolta la vita mediante fucilazione. Il luogo della sepoltura è rimasto sconosciuto, anche se nel luglio 1997 sono state scoperte delle fosse comuni di prigionieri delle Solovki nelle quali sono probabilmente disperse le sue spoglie.