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Il compleanno dell'infanta

Versione cartacea

Editore: BOHEM PRESS ITALIA
Pagine: 48
Genere: Racconti
Fasce di età: 11-12 anni
ISBN: 9788888148137
Tipologia: Libro
Formato: 21 x 23
Anno di edizione:
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Editore: BOHEM PRESS ITALIA
Pagine: 48
Genere: Racconti
Fasce di età: 11-12 anni
ISBN: 9788888148137
Tipologia: Libro
Formato: 21 x 23
Anno di edizione: 2003
Uno dei racconti meno noti di Oscar Wilde che, con il suo linguaggio lussureggiante e la sua vena triste, descrive la storia di un orribile nano, allevato per divertire la corte, che si esibisce al compleanno dell’Infanta e se ne innamora fino ad averne il cuore spezzato. Un dramma toccante, consumato tra l’indifferenza generale. Come nelle altre squisite fiabe che scrisse per i suoi figli, raccolte ne “Il Principe Felice” e “La casa di melograni”, Oscar Wilde rivela qui una grande capacità di tenerezza e una profonda sensibilità, riuscendo a coinvolgere il lettore dall’inizio alla fine in un crescendo di emozioni. L’illustrazione elegante e raffinata di Dusan Kállay, ricca di atmosfere, persone ed oggetti, rende omaggio alla sensibilità letteraria del grande scrittore irlandese.

Oscar Fingal O’Flaherty Wills Wilde nacque a Dublino nel 1854. Dopo gli studi classici al Trinity College di Dublino, frequentò l’università di Oxford, dove subì l’influsso delle idee estetiche di Walter Pater e John Ruskin. Spirito eccentrico e dandy di rara eleganza, cominciò a far parlare di sé negli ambienti mondani e fu preso di mira dalla rivista umoristica «Punch», che ne mise in ridicolo vezzi e atteggiamenti. Per il fascino della sua conversazione brillante, ebbe tuttavia anche numerosi stimatori.

Alla pubblicazione del primo volume di poesie nel 1881, seguì un fortunato ciclo di conferenze negli Stati Uniti. Tornato in Inghilterra, Wilde si stabilì a Londra e nel 1884 sposò una facoltosa irlandese, dalla quale ebbe due figli.

Nel 1895, all’apice della carriera, fu al centro di uno dei processi più chiacchierati del secolo, quello che lo vide imputato di sodomia, uno scandalo senza pari nell’Inghilterra vittoriana. Condannato a due anni di lavori forzati, ne uscì finanziariamente rovinato e psicologicamente provato. Trascorse gli ultimi anni della vita a Parigi sotto falso nome (Sebastian Melmoth) e, poco prima della morte, avvenuta per meningite nel 1900, si convertì al cattolicesimo.