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Ne vedremo delle belle

Lettere agli amici

Versione
cartacea
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Tipologia
ISBN
9788852601484
Genere
Altri generi
Editore
Collana
Pagine
80
Formato
14x21
Anno
Note
ristampa (prima edizione 2007); inserto fotografico a colori
Nicola Fambri è morto il 24 novembre 2006 all'età di 22 anni. Era iscritto al IV anno del corso di laurea in fisica presso l'Università di Trento. Colpito da grave malattia ancora adolescente ha vissuto la propria esistenza con straordinaria intensità come documenta questa raccolta di lettere agli amici.

«La guarigione non era più il primo problema, non mi sembrava per nulla una risposta adeguata a riempire il mio cuore... volevo solo essere felice. Sentivo l'urgenza di essere veramente felice. Ciò mi ha permesso di attaccarmi al presente in un modo che mai avevo sperimentato prima e domandare.
Non avevo mai vissuto, nemmeno i momenti più belli, così intensamente. Da quel giorno è un crescendo continuo. In ogni cosa cercavo qualcosa che fosse per me, per il mio compimento, per riempire la sete di felicità che avevo.
... Posso solo benedire ogni singolo momento di ciò che ho vissuto. Posso solo dire grazie!».

da una lettera a don Ambrogio Pisoni
Nicola Fambri è morto il 24 novembre 2006 all'età di 22 anni. Era iscritto al IV anno del corso di laurea in fisica presso l'Università di Trento. Colpito da grave malattia ancora adolescente ha vissuto la propria esistenza con straordinaria intensità come documenta questa raccolta di lettere agli amici.

«La guarigione non era più il primo problema, non mi sembrava per nulla una risposta adeguata a riempire il mio cuore... volevo solo essere felice. Sentivo l'urgenza di essere veramente felice. Ciò mi ha permesso di attaccarmi al presente in un modo che mai avevo sperimentato prima e domandare.
Non avevo mai vissuto, nemmeno i momenti più belli, così intensamente. Da quel giorno è un crescendo continuo. In ogni cosa cercavo qualcosa che fosse per me, per il mio compimento, per riempire la sete di felicità che avevo.
... Posso solo benedire ogni singolo momento di ciò che ho vissuto. Posso solo dire grazie!».

da una lettera a don Ambrogio Pisoni
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