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L'uomo e il divino

Versione cartacea

A cura di: Giovanni Ferraro (traduzione dallo spagnolo)
Editore: EDIZIONI LAVORO
Pagine: 442
Genere: Filosofia contemporanea
ISBN: 9788873132202
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione:
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A cura di: Giovanni Ferraro (traduzione dallo spagnolo)
Editore: EDIZIONI LAVORO
Pagine: 442
Genere: Filosofia contemporanea
ISBN: 9788873132202
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione: 2008
"In un altro tempo il divino è stato parte integrante della vita umana". Da qui, e dalla difficoltà per l'uomo moderno di percepire questa intimità originaria, ha inizio la riflessione di María Zambrano sulla storia, sull'uomo, sul divino. Con una scrittura densa e suggestiva, più vicina al linguaggio poetico che non a quello filosofico, Maria Zambrano ripercorre le varie fasi della relazione tra l'uomo e il divino, a partire dalla nascita degli dèi greci e della filosofia, analizzando la peculiarità della religione cristiana, fino ad arrivare agli esiti nichilistici della tradizione occidentale.

L'uomo e il divino è il libro più ricco e complesso di María Zambrano, il più importante e significativo dal punto di vista strettamente filosofico

Dall'introduzione di Vincenzo Vitiello
La filosofa MARÍA ZAMBRANO (Vélez Málaga 1904 - Madrid 1991) è stata una delle grandi figure della scena intellettuale del XX secolo, pensatrice originale e profonda, tra le prime donne spagnole a intraprendere la carriera universitaria. Fondò le riviste «Castilla» (1917) e «Segovia» (1919) e partecipò alle attività della Federazione Universitaria spagnola. Partecipò poi alla guerra civile e dopo l'ascesa di Franco fuggì con il marito in Cile; dopo tre anni ritornò in patria, nel tentativo di offrire il suo contributo alla morente repubblica, ma fu nuovamente costretta all'esilio a Parigi; ripartì poi per Messico, Cuba, Porto Rico e ancora Cuba (L'Avana), dove vivrà fino al 1953, tranne una breve parentesi parigina (1946-48) grazie alla quale conobbe Sartre, S. de Beuvoir ma soprattutto Camus. Dopo un periodo a Roma (1953-64), si trasferì in Svizzera, dove trascorse un lungo periodo di concentrazione e solitudine, per tornare definitivamente in Spagna nel 1984, dove le sarebbe concesso nel 1988 il prestigioso Premio Cervantes, attribuito per la prima volta a una donna e a una filosofa. Zambrano scrisse anche un'opera teatrale, La tumba de Antígona (La tomba di Antigone), pubblicata in Messico nel 1967 ma concepita trent'anni prima a Barcellona, durante la guerra civile.