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Dire luce

Scritti sulla pittura

Versione cartacea

A cura di: Carmen del Valle; Carlo Ferrucci (traduzione)
Editore: RIZZOLI
Genere: Narrativa e poesia
ISBN: 9788817062374
Tipologia: Libro
Formato: 12x19
Collana:
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A cura di: Carmen del Valle; Carlo Ferrucci (traduzione)
Editore: RIZZOLI
Genere: Narrativa e poesia
ISBN: 9788817062374
Tipologia: Libro
Formato: 12x19
Collana: I libri della speranza
Anno di edizione: 2013
L'immagine e la parola sono i due estremi che accompagnano il pensiero filosofico di Maria Zambrano. In questo volume, che raccoglie testi in parte inediti e nati da incontri effettivi con le opere, gli autori e i pittori, la Zambrano si interroga su cosa significhi guardare l'arte, quale sia la sua funzione e come essa si rapporti all'uomo e alla sua esistenza. In un itinerario artistico e spirituale che da una parte coglie il valore generale della pittura e dall'altra si sofferma sull'unicità di grandi artisti dall'enigmaticità di Giorgione alla bianchezza assoluta di Zurbaràn, fino al disegno "quasi equivalente alla musica" di Picasso - l'autrice ci conduce alla ricerca dei profondi luoghi di umanità racchiusi nelle tele dei maestri immortali e apre con il lettore un affascinante dialogo, capace di insegnarci a "guardare un'immagine partecipando al suo incantesimo, a ciò che viene rivelato dalla sua magia invisibile".

Presentazione di Davide Rondoni
La filosofa MARÍA ZAMBRANO (Vélez Málaga 1904 - Madrid 1991) è stata una delle grandi figure della scena intellettuale del XX secolo, pensatrice originale e profonda, tra le prime donne spagnole a intraprendere la carriera universitaria. Fondò le riviste «Castilla» (1917) e «Segovia» (1919) e partecipò alle attività della Federazione Universitaria spagnola. Partecipò poi alla guerra civile e dopo l'ascesa di Franco fuggì con il marito in Cile; dopo tre anni ritornò in patria, nel tentativo di offrire il suo contributo alla morente repubblica, ma fu nuovamente costretta all'esilio a Parigi; ripartì poi per Messico, Cuba, Porto Rico e ancora Cuba (L'Avana), dove vivrà fino al 1953, tranne una breve parentesi parigina (1946-48) grazie alla quale conobbe Sartre, S. de Beuvoir ma soprattutto Camus. Dopo un periodo a Roma (1953-64), si trasferì in Svizzera, dove trascorse un lungo periodo di concentrazione e solitudine, per tornare definitivamente in Spagna nel 1984, dove le sarebbe concesso nel 1988 il prestigioso Premio Cervantes, attribuito per la prima volta a una donna e a una filosofa. Zambrano scrisse anche un'opera teatrale, La tumba de Antígona (La tomba di Antigone), pubblicata in Messico nel 1967 ma concepita trent'anni prima a Barcellona, durante la guerra civile.