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Caterina, la contrabbandiera friulana

Versione
cartacea
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Tipologia
ISBN
9788886496780
Genere
Altri generi
Editore
Pagine
176
Formato
14x22
Anno
Note
brossurato con alette
Caterina è una giovane contadina friulana come tante: vive, in famiglia, un’infanzia e un’adolescenza segnate dalla semplicità, nel contesto di un Friuli ancestrale e totalmente agricolo che è in balia, verso la metà del Settecento, dei prepotenti locali al servizio della Repubblica di Venezia. La sua piccola storia si snoda dentro il costume e le tradizioni della Pedemontana friulana, tra Spilimbergo e Maniago: Caterina è nata a Sequàls, villaggio allo sbocco della Val Tramontina. Nel 1746 si abbatte su questi luoghi una terribile carestia per cui Andrea, padre di Caterina, deve arrangiarsi con il contrabbando per sfamare la famiglia. Anche Caterina, per sfuggire alla ‘giustizia’ del conte Mainardo da Spilimbergo e dei suoi sbirri, si dà alla macchia e al commercio illegale. La ‘banda’ della contrabbandiera friulana percorre un Friuli terragno e religioso dove i pievani sono spesso i difensori di un popolo rustico e fiero; Caterina sarà costretta a uccidere uno sgherro che tenta di violentarla: per l’omicidio, sarà condannata dal tribunale di Udine all’impiccagione.
Luigina Battistutta racconta con una lingua suggestiva e di forte rievocazione la vita della ragazza friulana, i suoi rapporti con la nonna, la mamma, le amiche, il parroco don Emilio; il moroso Daniele; il mondo agreste che le sta attorno. Il libro si dipana avvincente e delicato, con soprassalti popolareschi che gli danno colore ed energia: ritrae il viaggio di Caterina, la bella e resistente contrabbandiera, attraverso i magredi della Meduna, del Noncello e della Cellina, attraverso valli e montagne, torrenti e nevai, boschi e sorgenti, fino alla Carnia, a Cividale e alla Carniola. Si delinea così l’affresco di una terra fascinosa dove l’esistenza è aspra ma umana.
Caterina, la contrabbandiera friulana è romanzo coinvolgente e toccante, dove i ricordi si connettono nitidi, mentre il tessuto narrativo, a tratti, procede come un thriller: l’acuta memoria della Battistutta testimonia la realtà friulana dell’epoca meglio e più a fondo di tanti saggi storici. Si può dire che è un’opera bella in grado di catturare profondamente il lettore.
Caterina è una giovane contadina friulana come tante: vive, in famiglia, un’infanzia e un’adolescenza segnate dalla semplicità, nel contesto di un Friuli ancestrale e totalmente agricolo che è in balia, verso la metà del Settecento, dei prepotenti locali al servizio della Repubblica di Venezia. La sua piccola storia si snoda dentro il costume e le tradizioni della Pedemontana friulana, tra Spilimbergo e Maniago: Caterina è nata a Sequàls, villaggio allo sbocco della Val Tramontina. Nel 1746 si abbatte su questi luoghi una terribile carestia per cui Andrea, padre di Caterina, deve arrangiarsi con il contrabbando per sfamare la famiglia. Anche Caterina, per sfuggire alla ‘giustizia’ del conte Mainardo da Spilimbergo e dei suoi sbirri, si dà alla macchia e al commercio illegale. La ‘banda’ della contrabbandiera friulana percorre un Friuli terragno e religioso dove i pievani sono spesso i difensori di un popolo rustico e fiero; Caterina sarà costretta a uccidere uno sgherro che tenta di violentarla: per l’omicidio, sarà condannata dal tribunale di Udine all’impiccagione.
Luigina Battistutta racconta con una lingua suggestiva e di forte rievocazione la vita della ragazza friulana, i suoi rapporti con la nonna, la mamma, le amiche, il parroco don Emilio; il moroso Daniele; il mondo agreste che le sta attorno. Il libro si dipana avvincente e delicato, con soprassalti popolareschi che gli danno colore ed energia: ritrae il viaggio di Caterina, la bella e resistente contrabbandiera, attraverso i magredi della Meduna, del Noncello e della Cellina, attraverso valli e montagne, torrenti e nevai, boschi e sorgenti, fino alla Carnia, a Cividale e alla Carniola. Si delinea così l’affresco di una terra fascinosa dove l’esistenza è aspra ma umana.
Caterina, la contrabbandiera friulana è romanzo coinvolgente e toccante, dove i ricordi si connettono nitidi, mentre il tessuto narrativo, a tratti, procede come un thriller: l’acuta memoria della Battistutta testimonia la realtà friulana dell’epoca meglio e più a fondo di tanti saggi storici. Si può dire che è un’opera bella in grado di catturare profondamente il lettore.
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