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La libertà: i suoi amici e i suoi nemici

Versione cartacea

Editore: RUBBETTINO
Pagine: 136
Genere: Politica
ISBN: 9788849800296
Tipologia: Libro
Formato: 13x21
Anno di edizione:
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Editore: RUBBETTINO
Pagine: 136
Genere: Politica
ISBN: 9788849800296
Tipologia: Libro
Formato: 13x21
Anno di edizione: 2001
Tutti i mali che, secondo Sturzo affliggevano negli anni Cinquanta la politica italiana e che, a suo avviso, avrebbero arrecato, con il passare del tempo, danni sempre più rilevanti in campo morale, politico ed economico avevano la loro radice nella negazione, nella violazione, nella limitazione della libertà. La libertà, egli scrive, «non è un punto di arrivo», in quanto va difesa ogni giorno, va conquistata da ogni generazione. Essa è il fondamento della democrazia, l’humus di ogni sviluppo, in quanto i popoli non possono né vivere né prosperare senza la libertà. Essa «dà veste morale all’autorità» e deve sempre essere legata alla responsabilità e al senso dei doveri. Inoltre «la libertà o è totale, o non è libertà». Tra politica, morale e libertà vi è per Sturzo un legame inscindibile e, per di più, tale legame non è estrinseco, ma intrinseco. A suo avviso, affermare la moralità della politica equivale a sostenere che la politica è e deve essere al servizio degli interessi di tutti e non già di pochi o di uno solo. «Più il vantaggio cercato – egli scrive – è d’interesse generale e più la politica diventa morale; più questo vantaggio si restringe ad un piccolo numero, e più la politica diventa immorale».
Don LUIGI STURZO (1871-1959) è diventato giustamente famoso per il suo attivismo politico che nel 1919 lo portò a fondare il Partito Popolare Italiano. Su di lui, come precursore del sistema democratico italiano, si è scritto molto. Meno spazio, invece, è stato dedicato alla sua vasta produzione di sociologo e filosofo politico. Ma soprattutto è stata quasi del tutto trascurata la sua opera di drammaturgo e di teologo.