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Il Professor Lejeune, fondatore della genetica moderna

Versione
cartacea
€ 14,00
Disponibile
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Tipologia
ISBN
9788882723880
Genere
Altri generi
Editore
Curatore
Fraternità della Santissima Vergine Maria (traduzione)
Formato
14,5x21
Anno
Illustre scienziato e medico di fama internazionale, scopritore della trisomia 21, Jerome Lejeune può essere considerato il padre della genetica moderna. Fortemente attento all'aspetto umano oltre che a quello prettamente terapeutico, ha ritenuto importante ascoltare i suoi pazienti per comprendere il dolore e poterli efficacemente sostenere; a lungo ha lavorato a servizio della collettività perchè fossero riconosciute e curate le malattie dell'intelligenza, coniugando sapientemente scienza e coscienza. A quanti hanno cercato di metterlo a tacere, ha risposto con ironia e coraggio, continuando a intervenire a conferenze e dibattiti televisivi, a ribadire il suo profondo rispetto per la vita e a sostenere la tesi secondo cui "il feto è già un piccolo uomo" e quindi, in quante tale, anche quando imperfetto, ha diritto alla vita, perchè ''compito del medico e' di guarire, non di uccidere'' e ''una società che uccide i suoi figli ha perduto l'anima e la speranza''.
Illustre scienziato e medico di fama internazionale, scopritore della trisomia 21, Jerome Lejeune può essere considerato il padre della genetica moderna. Fortemente attento all'aspetto umano oltre che a quello prettamente terapeutico, ha ritenuto importante ascoltare i suoi pazienti per comprendere il dolore e poterli efficacemente sostenere; a lungo ha lavorato a servizio della collettività perchè fossero riconosciute e curate le malattie dell'intelligenza, coniugando sapientemente scienza e coscienza. A quanti hanno cercato di metterlo a tacere, ha risposto con ironia e coraggio, continuando a intervenire a conferenze e dibattiti televisivi, a ribadire il suo profondo rispetto per la vita e a sostenere la tesi secondo cui "il feto è già un piccolo uomo" e quindi, in quante tale, anche quando imperfetto, ha diritto alla vita, perchè ''compito del medico e' di guarire, non di uccidere'' e ''una società che uccide i suoi figli ha perduto l'anima e la speranza''.
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