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Lettere di Nicodemo. La vita di Gesù. Nuova ediz.

Versione cartacea

Editore: MORCELLIANA
Pagine: 400
Genere: Narrativa e poesia
Altri generi: Romanzo storico, Letteratura mitteleuropea
ISBN: 9788837237974
Tipologia: Libro
Collana:
Anno di edizione:
Tag: Libro del mese, Santi
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Editore: MORCELLIANA
Pagine: 400
Genere: Narrativa e poesia
Altri generi: Romanzo storico, Letteratura mitteleuropea
ISBN: 9788837237974
Tipologia: Libro
Collana: Opere di Jan Dobraczynski
Anno di edizione: 2023
Tag: Libro del mese, Santi
In questo romanzo Jan Dobraczynski ci offre una narrazione dei fatti evangelici riflessa nella coscienza di un contemporaneo di Cristo, Nicodemo, citato solo tre volte nel Vangelo. Nella finzione letteraria, egli scrive lettere a un amico, Giusto, nelle quali alle vicende familiari – l'amore per la moglie Ruth, gravemente ammalata, destinata alla morte dopo una terribile agonia – si intreccia la storia del suo incontro con Gesù. Nicodemo è l'espressione della nostra coscienza di moderni, e in realtà il Cristo è presente e contemporaneo a ogni generazione. Nostri si dimostrano i suoi dubbi, la sua simpatia per il Redentore frenata da riserve e da piccole viltà, il suo timore di un'adesione al Maestro che metta in pericolo l'autonomia intellettuale. La parola conclusiva è all'amore del Redentore, veicolo di luce e di pace per l'anima di Nicodemo, indicazione ed esplicito invito al lettore. Il quadro di questa corrispondenza è storicamente e geograficamente attendibile. L'ambiente religioso e sociale, nelle discrete notazioni, è vivo e psicologicamente vero.

JAN DOBRACZYŃSKI (1910-1994) è nato a Varsavia, dove ha completato gli studi universitari. Il suo primo libro, Bernanos il romanziere, fu pubblicato nel 1937. Durante la guerra combatté come capitano di cavalleria finché rimase ferito. Negli anni che seguirono si dedicò ad attività politiche clandestine e alla redazione di due riviste sovversive. Fu catturato durante l'insurrezione di Varsavia e mandato a Belsen e in altri campi di concentramento. Quando fu liberato, nel 1945, ritornò in Polonia dedicandosi alla scrittura. Nel 1947 andò in Belgio, Francia e Italia: incontrò Papini, Ungaretti, Mauriac e Cesbron. Negli anni '80 fondò un movimento patriottico di ispirazione cristiana al fine di comporre le gravi tensioni sociali e politiche del suo paese. Fino all'ultimo giorno fu autore fecondo, nonostante la grave malattia agli occhi. La sua produzione letteraria e il gradimento dei suoi testi lo pongono ai primi posti tra gli autori contemporanei polacchi.
È autore di numerosi romanzi quasi costantemente ai vertici delle classifiche librarie, tradotti in 19 lingue.