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Il segreto di Clairvaux: Bernardo

La costruzione della teologia medievale

Versione cartacea

Editore: JACA BOOK
Pagine: 160
Genere: Teologia
ISBN: 9788816412903
Tipologia: Libro
Formato: 16x24
Anno di edizione:
Note: rilegato con copertina rigida e sovraccoperta
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Editore: JACA BOOK
Pagine: 160
Genere: Teologia
ISBN: 9788816412903
Tipologia: Libro
Formato: 16x24
Anno di edizione: 2015
Note: rilegato con copertina rigida e sovraccoperta
Il volume va alla ricerca dell’origine della spiritualità chiaravallense, che ha lasciato un’impronta profonda e incancellabile nella vita della Chiesa, nella sua sensibilità e nei suoi gusti, nelle sue lettere e nella sua arte. Al principio troviamo la Sacra Scrittura, che offre a Bernardo di Clairvaux i princìpi e le risorse del suo pensiero, della sua predicazione e, prim’ancora, della sua esperienza. E, infatti, la dottrina dell’«ultimo dei Padri», proviene dall’intimo e inesausto contatto personale con la Parola di Dio, ritrovata nel corso e ricorso della Liturgia. Egli è «Dottore mellifluo», poiché dalla "spremitura" di tale Parola si distilla e fluisce il sapere del quale viene alimentata senza sosta la Chiesa. Non mancano certo in lui la considerazione e la stima dell’aspetto intellettivo del mistero di Cristo, a cui è ininterrottamente vòlto il suo sguardo appassionato; ma egli mira a comprendere per amare, a illuminare per ardere, preoccupato a che la "filosofia" e la dialettica incontinente non stemperino il mistero e quindi disciolgano la cristologia. Ed esattamente nei confini della cristologia egli trova l’antropologia, in intima connessione e implicazione. La sua teologia - la sua immagine di Dio - sale e si dispiega nella realtà della vita, della morte e della risurrezione di Cristo, il quale può essere definito l’epifania di Dio e la parabola dell’uomo. Ma un altro tratto distingue la teologia di Bernardo ed è il gusto della bellezza, di cui risplendono e per la quale si fanno ammirare le sue opere. Egli il più grande e geniale scrittore cristiano. Ciò che è "toccato" da Bernardo diventa bello. Né per questo le sue composizioni sono di facile e immediato accesso. Al contrario, esse richiedono di essere - per così dire - smontate e rimontate, lette e rilette: allora concedono il loro segreto. Quanto alla sua figura, egli sa congiungere misericordia e fermezza, tenacia e dolcezza, talora con eccessi che lui stesso sapeva deplorare. Non per nulla venne definito la "chimera" del suo secolo, quasi un «mostro», o, come dice Jean Leclercq, «incrocio di contraddizioni». Lasciarsi condurre da lui nel mistero cristiano è, in ogni caso, una grazia singolare.
INOS BIFFI è docente ordinario emerito di storia della teologia medievale e di teologia sistematica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale (Milano) e docente incaricato presso la Facoltà di Teologia di Lugano. Presiede l'Istituto per la Storia della Teologia Medievale di Milano. Presso la Facoltà di Teologia di Lugano è direttore dell'Istituto di Storia della Teologia, da lui fondato. Nell'ambito del medioevo è autore di numerosi volumi sui teologi dei secoli XI, XII e XIII. È dottore aggregato della Biblioteca Ambrosiana. Larga parte della sua attività è anche dedicata al campo della liturgia, particolarmente di quella ambrosiana, della quale ha curato la riforma. Collabora alle principali riviste teologiche, tra cui «La Scuola Cattolica», «Teologia», «Communio» e «Rivista Teologica di Lugano».