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Spettri

Un dramma familiare in tre atti

Versione cartacea

A cura di: Roberto Alonge e Franco Perrelli (traduzione dall'originale norvegese)
Editore: RIZZOLI
Pagine: 124
Genere: Letteratura nordica
Altri generi: Teatro
ISBN: 9788817020862
Tipologia: Libro
Formato: 11x18
Anno di edizione:
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A cura di: Roberto Alonge e Franco Perrelli (traduzione dall'originale norvegese)
Editore: RIZZOLI
Pagine: 124
Genere: Letteratura nordica
Altri generi: Teatro
ISBN: 9788817020862
Tipologia: Libro
Formato: 11x18
Anno di edizione: 2008
Sarebbe facile immaginare una messa in scena di Spettri con i protagonisti in chitone, maschera e calzari. Come nei grandi miti della tragedia greca, qui si mescolano incesto, follia, verità terribili dopo anni di menzogna. L’ambientazione però è quella di un’allucinata campagna norvegese, resa grigia e stagnante, come l’animo dei personaggi, da una pioggia battente. Un luogo in cui il sole e il calore arrivano inutilmente e sempre troppo tardi.
Quello di Ibsen è un realismo che svela l’ipocrisia della morale borghese, fondata sul perbenismo e sulla religiosità di facciata. E questa storia è una denuncia coraggiosa che, come raccontano Roberto Alonge e Franco Perrelli nell’introduzione, fece bandire la pièce per molti anni dai palcoscenici norvegesi.

Introduzione di Franco Perrelli

«I vigliacchi, gli ossessi, gli spiriti deboli e limitati, tutti questi mediocri sono i veri nemici di Ibsen».
Antonio Gramsci

«Grazie, bambina mia. Domani s’inaugura il convitto, e qui c’è da aspettarsi una bella sbornia generale, capisci. E nessuno dovrà dire di Jakob Engstrand, che non sa dominarsi, quando la tentazione si presenta».
Henrik Ibsen
HENRIK JOHAN IBSEN (1828-1906), poeta e drammaturgo norvegese, ha aperto la strada al teatro moderno. La sua ricca produzione ebbe inizio quando, nel 1951, divenne direttore del teatro nazionale di Bergen: dal romanticismo delle prime opere sviluppa un’impostazione sempre più psicologica e storica (La commedia dell’amore 1862, I pretendenti al trono 1863) e incomincia a delinearsi il suo tipico personaggio carico di contraddizioni interiori. Al dramma Brand (1966), concepito durante una precedente visita alla basilica di San Pietro, seguono Peer Gynt (1867), opera su temi popolari norvegesi, e i grandi capolavori della maturità: il teatro sociale de I pilastri della società (1877) e Casa di bambola (1979), e ancora Gli spettri (1881), L’anitra selvatica (1884), La donna del mare (1888), fino a Quando noi morti ci destiamo (1899), dove il naturalismo lascia il posto a un profondo spessore simbolico.