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Spettri

Un dramma familiare in tre atti

Versione
cartacea
€ 8,00
Disponibile in circa 5/7 gg
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Tipologia
ISBN
9788817020862
Genere
Altri generi
Editore
Curatore
Roberto Alonge e Franco Perrelli (traduzione dall'originale norvegese)
Pagine
124
Formato
11x18
Anno
Sarebbe facile immaginare una messa in scena di Spettri con i protagonisti in chitone, maschera e calzari. Come nei grandi miti della tragedia greca, qui si mescolano incesto, follia, verità terribili dopo anni di menzogna. L’ambientazione però è quella di un’allucinata campagna norvegese, resa grigia e stagnante, come l’animo dei personaggi, da una pioggia battente. Un luogo in cui il sole e il calore arrivano inutilmente e sempre troppo tardi.
Quello di Ibsen è un realismo che svela l’ipocrisia della morale borghese, fondata sul perbenismo e sulla religiosità di facciata. E questa storia è una denuncia coraggiosa che, come raccontano Roberto Alonge e Franco Perrelli nell’introduzione, fece bandire la pièce per molti anni dai palcoscenici norvegesi.

Introduzione di Franco Perrelli

«I vigliacchi, gli ossessi, gli spiriti deboli e limitati, tutti questi mediocri sono i veri nemici di Ibsen».
Antonio Gramsci

«Grazie, bambina mia. Domani s’inaugura il convitto, e qui c’è da aspettarsi una bella sbornia generale, capisci. E nessuno dovrà dire di Jakob Engstrand, che non sa dominarsi, quando la tentazione si presenta».
Henrik Ibsen
Sarebbe facile immaginare una messa in scena di Spettri con i protagonisti in chitone, maschera e calzari. Come nei grandi miti della tragedia greca, qui si mescolano incesto, follia, verità terribili dopo anni di menzogna. L’ambientazione però è quella di un’allucinata campagna norvegese, resa grigia e stagnante, come l’animo dei personaggi, da una pioggia battente. Un luogo in cui il sole e il calore arrivano inutilmente e sempre troppo tardi.
Quello di Ibsen è un realismo che svela l’ipocrisia della morale borghese, fondata sul perbenismo e sulla religiosità di facciata. E questa storia è una denuncia coraggiosa che, come raccontano Roberto Alonge e Franco Perrelli nell’introduzione, fece bandire la pièce per molti anni dai palcoscenici norvegesi.

Introduzione di Franco Perrelli

«I vigliacchi, gli ossessi, gli spiriti deboli e limitati, tutti questi mediocri sono i veri nemici di Ibsen».
Antonio Gramsci

«Grazie, bambina mia. Domani s’inaugura il convitto, e qui c’è da aspettarsi una bella sbornia generale, capisci. E nessuno dovrà dire di Jakob Engstrand, che non sa dominarsi, quando la tentazione si presenta».
Henrik Ibsen
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