Utilizziamo cookie proprietari e di terze parti al fine di migliorare i nostri servizi. Per ulteriori informazioni o per scoprire come modificare la configurazione, consulta la nostra Politica relativa ai cookie.
spendi qui la carta docente 18 app sfoglia il catalogo Spedizione gratuita per ordini superiori a 29.90 €

Casa di bambola

Versione cartacea

A cura di: Ervino Pocar
Editore: MONDADORI
Pagine: 192
Genere: Teatro
Altri generi: Letteratura nordica
ISBN: 9788804506249
Tipologia: Libro
Formato: 11x18,5
Anno di edizione:
Acquistabile con 18app e Carta del Docente
€ 9,00

Disponibile

Spedizione gratuita comprando questo prodotto + un altro da € 20.90
A cura di: Ervino Pocar
Editore: MONDADORI
Pagine: 192
Genere: Teatro
Altri generi: Letteratura nordica
ISBN: 9788804506249
Tipologia: Libro
Formato: 11x18,5
Anno di edizione: 2002
"La leggenda di Nora" scrive Roberto Alonge nella sua introduzione al presente volume "è tenace, resistente, dura a morir. Da oltre cent'anni Casa di bambola è considerata, a torto, come una delle più celebri testimonianze a favore della lotta femminista, o per lo meno come una prsuasiva perorazione dell'eguaglianza tra i sessi. in realtà, tuttavia, se si legge il testo senza preconcetti, si scopre facilmente che non solo l'ottica ibseniana è tutta all'interno dell'ideologia del matrimonio, ma che, anzi, si tratta di un matrimonio sbilanciato, in cui il marito è in pratica un marito-padre, dominatore e protettivo al tempo stesso, e la moglie è una moglie-bambina, subalterna, bisognosa di soccorso e ben contenta di aver bisogno di soccorso. Se Nora è ferocemente critica con il marito Torvald, se alla fine decide di andarsene di casa, ciò avviene non già perchè Torvald sia un marito troppo padre e padrone, bensì, all'opposto, perchè troppo poco padre e padrone, perchè nel momento dell'aiuto non è accorso al galoppo, bello e intrepido come un san Giorgio. Conclusione, questa, che potrà risultare sconcertante per chi è abituato a concepire Ibsen come l'anti-Strindberg, intellettuale ottocentesco progressivo, autore di una drammaturgia civile, condottiero intransigente per la liberazione della donna, ma lo strindberghismo ibseniano è un'acquisizione convincente della critica più aggiornata, una rivoluzione copernicana cui non è più possibile rinunciare".

Introduzione di Roberto Alonge
HENRIK JOHAN IBSEN (1828-1906), poeta e drammaturgo norvegese, ha aperto la strada al teatro moderno. La sua ricca produzione ebbe inizio quando, nel 1951, divenne direttore del teatro nazionale di Bergen: dal romanticismo delle prime opere sviluppa un’impostazione sempre più psicologica e storica (La commedia dell’amore 1862, I pretendenti al trono 1863) e incomincia a delinearsi il suo tipico personaggio carico di contraddizioni interiori. Al dramma Brand (1966), concepito durante una precedente visita alla basilica di San Pietro, seguono Peer Gynt (1867), opera su temi popolari norvegesi, e i grandi capolavori della maturità: il teatro sociale de I pilastri della società (1877) e Casa di bambola (1979), e ancora Gli spettri (1881), L’anitra selvatica (1884), La donna del mare (1888), fino a Quando noi morti ci destiamo (1899), dove il naturalismo lascia il posto a un profondo spessore simbolico.