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Banche e finanza

La transizione incompiuta

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cartacea
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Tipologia
ISBN
9788883355691
Genere
Altri generi
Collana
Pagine
176
Formato
14 x 21
Anno
A partire dagli anni Novanta il sistema bancario italiano, rimasto sostanzialmente immobile per oltre mezzo secolo, è stato interessato da un profondo processo di trasformazione. In un sistema sino ad allora rigidamente bancocentrico è andato via via formandosi, come è accaduto in tutti i maggiori paesi industrializzati, un vero e proprio mercato finanziario.
L’evoluzione non può però dirsi compiuta. Da un lato i processi di aggregazione e concentrazione non hanno ancora portato alla formazione di gruppi bancari in grado di giocare un ruolo significativo quantomeno in Europa, e molto resta da fare sul fronte delle aggregazioni di carattere regionale; dall’altro, le piccole e medie imprese restano sottocapitalizzate e fortemente dipendenti dal debito bancario a breve. In questo contesto le fondazioni di origine bancaria e le banche popolari possono contribuire in modo significativo alla crescita economica e sociale del nostro Paese, contrariamente a quanto sostengono alcuni secondo i quali rappresenterebbero delle anomalie. Come afferma nell’introduzione Carlo Secchi, «in Italia servono [...] istituzioni bancarie e finanziarie più ‘moderne’ (nei comportamenti) e più aperte alla concorrenza, con regole e organi di vigilanza più adeguati ai tempi, seppur rispettosi del buon funzionamento del mercato e quindi non tali da ingessare e soffocare, bensì da valorizzare la responsabilità dei soggetti economici».
A partire dagli anni Novanta il sistema bancario italiano, rimasto sostanzialmente immobile per oltre mezzo secolo, è stato interessato da un profondo processo di trasformazione. In un sistema sino ad allora rigidamente bancocentrico è andato via via formandosi, come è accaduto in tutti i maggiori paesi industrializzati, un vero e proprio mercato finanziario.
L’evoluzione non può però dirsi compiuta. Da un lato i processi di aggregazione e concentrazione non hanno ancora portato alla formazione di gruppi bancari in grado di giocare un ruolo significativo quantomeno in Europa, e molto resta da fare sul fronte delle aggregazioni di carattere regionale; dall’altro, le piccole e medie imprese restano sottocapitalizzate e fortemente dipendenti dal debito bancario a breve. In questo contesto le fondazioni di origine bancaria e le banche popolari possono contribuire in modo significativo alla crescita economica e sociale del nostro Paese, contrariamente a quanto sostengono alcuni secondo i quali rappresenterebbero delle anomalie. Come afferma nell’introduzione Carlo Secchi, «in Italia servono [...] istituzioni bancarie e finanziarie più ‘moderne’ (nei comportamenti) e più aperte alla concorrenza, con regole e organi di vigilanza più adeguati ai tempi, seppur rispettosi del buon funzionamento del mercato e quindi non tali da ingessare e soffocare, bensì da valorizzare la responsabilità dei soggetti economici».
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