C’è un tarlo che silenziosamente corrode le nostre anime: è la perdita del gusto di vivere. Quando non sappiamo più dare un senso all’esistenza e alle cose che accadono, la realtà ci sembra ostile. Cosa può venirci in aiuto? Dove e a chi guardare?
Abbiamo bisogno di segni. Una persona, un volto, un luogo, un evento magari inatteso, che ci permettano di intuire che il buio non ha l’ultima parola.
In un avvincente itinerario che attinge alle cronache quotidiane e alla sua esperienza personale, l’autore racconta cento storie che possono alimentare la speranza. Pillole di un bene che è nutrimento dell’anima nei tempi duri che viviamo.
Se non ci fosse il bene a rendere irrequieto il cuore e il volto dell’essere umano, avremmo solo maschere impassibili, o volti rassegnati, o terrorizzati.
E invece io vedo volti vivi, bellissimi, che mi danno speranza.
Dalla prefazione di Davide Rondoni