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La Chiesa cattolica

Dove tutte le verità si danno appuntamento

Versione cartacea

A cura di: Federica Giardini (traduzione)
Editore: LINDAU
Pagine: 116
Genere: Letteratura inglese
Altri generi: Saggi
ISBN: 9788867083237
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione:
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A cura di: Federica Giardini (traduzione)
Editore: LINDAU
Pagine: 116
Genere: Letteratura inglese
Altri generi: Saggi
ISBN: 9788867083237
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione: 2015
È con la consueta inclinazione al paradosso e all’ironia che Chesterton ci parla di un’esperienza drammatica come la conversione religiosa, partendo ovviamente dalla sua personale, avvenuta nel 1922.
In queste pagine – sottili, brillanti, appassionate – accompagna l’anima perennemente in bilico del convertito attraverso le tre fasi che precedono l’ingresso nella Chiesa di Roma: l’assunzione di un atteggiamento intellettualmente onesto nei confronti di essa, quindi la sua progressiva e irresistibile scoperta e infine l’impossibilità di abbandonarla una volta entratovi.
Al termine di tale pellegrinaggio interiore, la religione più antica si rivela sorprendentemente la più nuova, più nuova delle cosiddette religioni nuove – come protestantesimo, socialismo o spiritismo –, perché, a differenza di esse, da duemila anni la tradizione e la verità cattoliche conservano intatta la propria validità.
Per Chesterton il solido fondamento di questa autentica universalità (al di là dell’azione della Grazia, mistero teologico sempre sotteso alla fede) risiede nella razionalità e nella libertà del cattolicesimo.
GILBERT KEITH CHESTERTON (1874-1936) nasce a Londra da famiglia anglicana; comincia a scrivere sullo «Speaker» e sul «Daily News» (dove incontra lo scrittore cattolico Hilaire Belloc), affermandosi grazie alla straordinaria verve polemica, giornalista di gran classe, tra i più pungenti e i più letti. I primi bersagli polemici del giovane Chesterton sono la società industriale del tempo, col suo carico di pragmatismo e di relativismo, e la conseguente disumanizzazione dell’umano. Il ritorno al reale e la conversione definitiva alla Chiesa cattolica nel 1922 non fanno che dare compimento a questa visione antimaterialistica della vita.
La vastissima produzione del Chesterton – oltre cento volumi di saggistica, poesia, narrativa, agiografia e drammi – risente di una progressiva simpatia per la Chiesa di Roma. Un’attrazione che poco ha di irrazionale e di sentimentalistico, dato che per lo scrittore inglese la verità cattolica non è altro che il superamento delle antinomie, delle esigenze contrastanti, insomma di tutti quegli "ismi" – le ideologie – che pretendono di rinchiudere l’uomo in una interpretazione. Mentre il Cristianesimo, visto nella sua forma cattolica, rappresenta la totalità della verità, tutto il resto vive di quelle che lo scrittore chiamava spesso «verità cristiane impazzite».
La grandezza dell’opera di Chesterton sta tutta nell’aver capito – e mirabilmente aver fatto capire – che l’accettazione della verità cattolica non può risiedere soltanto in folgorazioni irrazionali, come certa corrente progressista ha sempre sostenuto e continua ancora oggi a sostenere, ma presuppone anche un cammino razionale, una messa a tema della ragioni «che ci hanno convinti ad entrare in Chiesa». Basta leggere una sola pagina di Chesterton per rendersi conto che, forse come nessun’altra, la sua riflessione riesce a dilatare la mente dell’uomo d’oggi, facendola approdare a dei lidi altrimenti difficilmente raggiungibili.