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La ballata di Santa Barbara

e altre poesie

Versione cartacea

A cura di: Marco Antonellini, Marica Ferri, Alessandro Palmonari, Lucia Zardi
Editore: ITACA
Pagine: 176
Genere: Letteratura inglese
Altri generi: Poesia
ISBN: 9788852603006
Tipologia: Libro
Formato: 16,5x16,5
Collana:
Anno di edizione:
Note: testo inglese a fronte; brossurato con alette
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A cura di: Marco Antonellini, Marica Ferri, Alessandro Palmonari, Lucia Zardi
Editore: ITACA
Pagine: 176
Genere: Letteratura inglese
Altri generi: Poesia
ISBN: 9788852603006
Tipologia: Libro
Formato: 16,5x16,5
Collana: Poesia
Anno di edizione: 2012
Note: testo inglese a fronte; brossurato con alette
«Questo volume rappresenta di fatto la prima apparizione della poesia di G.K. Chesterton in lingua italiana. Egli vide la poesia come un mezzo per rivelare la verità del cristianesimo. I lettori italiani perciò ascolteranno nei suoi versi e in traduzione la voce potente di un poeta cristiano il cui messaggio giunge a chi è sensibile alla musica della verità cattolica suonata con gli accordi della poesia».
dalla prefazione di Ian Boyd

«Nella poesia Chesterton ritrova appieno il gusto della creatività pura che è tale perché commossa dall'esistenza stessa degli uomini e delle cose.
Una commozione che diviene cifra stilistica primaria, libera oramai dagli strumenti della logica e devota unicamente al miracolo dell'esserci».
dall'introduzione di Marco Antonellini
GILBERT KEITH CHESTERTON (1874-1936) nasce a Londra da famiglia anglicana; comincia a scrivere sullo «Speaker» e sul «Daily News» (dove incontra lo scrittore cattolico Hilaire Belloc), affermandosi grazie alla straordinaria verve polemica, giornalista di gran classe, tra i più pungenti e i più letti. I primi bersagli polemici del giovane Chesterton sono la società industriale del tempo, col suo carico di pragmatismo e di relativismo, e la conseguente disumanizzazione dell’umano. Il ritorno al reale e la conversione definitiva alla Chiesa cattolica nel 1922 non fanno che dare compimento a questa visione antimaterialistica della vita.
La vastissima produzione del Chesterton – oltre cento volumi di saggistica, poesia, narrativa, agiografia e drammi – risente di una progressiva simpatia per la Chiesa di Roma. Un’attrazione che poco ha di irrazionale e di sentimentalistico, dato che per lo scrittore inglese la verità cattolica non è altro che il superamento delle antinomie, delle esigenze contrastanti, insomma di tutti quegli "ismi" – le ideologie – che pretendono di rinchiudere l’uomo in una interpretazione. Mentre il Cristianesimo, visto nella sua forma cattolica, rappresenta la totalità della verità, tutto il resto vive di quelle che lo scrittore chiamava spesso «verità cristiane impazzite».
La grandezza dell’opera di Chesterton sta tutta nell’aver capito – e mirabilmente aver fatto capire – che l’accettazione della verità cattolica non può risiedere soltanto in folgorazioni irrazionali, come certa corrente progressista ha sempre sostenuto e continua ancora oggi a sostenere, ma presuppone anche un cammino razionale, una messa a tema della ragioni «che ci hanno convinti ad entrare in Chiesa». Basta leggere una sola pagina di Chesterton per rendersi conto che, forse come nessun’altra, la sua riflessione riesce a dilatare la mente dell’uomo d’oggi, facendola approdare a dei lidi altrimenti difficilmente raggiungibili.