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L'osteria volante

Versione cartacea

A cura di: Gian Dàuli (traduzione)
Editore: LINDAU
Pagine: 340
Genere: Letteratura inglese
Altri generi: Romanzo
ISBN: 9788867086351
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione:
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A cura di: Gian Dàuli (traduzione)
Editore: LINDAU
Pagine: 340
Genere: Letteratura inglese
Altri generi: Romanzo
ISBN: 9788867086351
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione: 2017
Concepito nel 1914 come opera surreale, questo romanzo non è mai stato così attuale. Chesterton ha immaginato un futuro distopico nel quale l'Islam si è alleato con i potenti della terra, arrivando a dominare il mondo e a imporre le proprie regole. Una situazione paradossale, immaginata apposta per poter suggerire una soluzione ancora più bizzarra. Il divieto non è esattamente di vendere alcolici, e così Mr Pump – oste senza più lavoro – parte con l'erculeo capitano Delroy, spostandosi per l'Inghilterra con una botte di rum, una forma di cacio e l'insegna di un'osteria. Per un po' il novello Robin Hood delle gole secche riuscirà a gabbare la legge, ma i sostenitori del proibizionismo sono sulle sue tracce. Le avventure rocambolesche dei due eroici spillatori finiranno con lo smascheramento dei potenti, scoperti a bere di nascosto, e l'aiuto degli inglesi... assetati.
GILBERT KEITH CHESTERTON (1874-1936) nasce a Londra da famiglia anglicana; comincia a scrivere sullo «Speaker» e sul «Daily News» (dove incontra lo scrittore cattolico Hilaire Belloc), affermandosi grazie alla straordinaria verve polemica, giornalista di gran classe, tra i più pungenti e i più letti. I primi bersagli polemici del giovane Chesterton sono la società industriale del tempo, col suo carico di pragmatismo e di relativismo, e la conseguente disumanizzazione dell’umano. Il ritorno al reale e la conversione definitiva alla Chiesa cattolica nel 1922 non fanno che dare compimento a questa visione antimaterialistica della vita.
La vastissima produzione del Chesterton – oltre cento volumi di saggistica, poesia, narrativa, agiografia e drammi – risente di una progressiva simpatia per la Chiesa di Roma. Un’attrazione che poco ha di irrazionale e di sentimentalistico, dato che per lo scrittore inglese la verità cattolica non è altro che il superamento delle antinomie, delle esigenze contrastanti, insomma di tutti quegli "ismi" – le ideologie – che pretendono di rinchiudere l’uomo in una interpretazione. Mentre il Cristianesimo, visto nella sua forma cattolica, rappresenta la totalità della verità, tutto il resto vive di quelle che lo scrittore chiamava spesso «verità cristiane impazzite».
La grandezza dell’opera di Chesterton sta tutta nell’aver capito – e mirabilmente aver fatto capire – che l’accettazione della verità cattolica non può risiedere soltanto in folgorazioni irrazionali, come certa corrente progressista ha sempre sostenuto e continua ancora oggi a sostenere, ma presuppone anche un cammino razionale, una messa a tema della ragioni «che ci hanno convinti ad entrare in Chiesa». Basta leggere una sola pagina di Chesterton per rendersi conto che, forse come nessun’altra, la sua riflessione riesce a dilatare la mente dell’uomo d’oggi, facendola approdare a dei lidi altrimenti difficilmente raggiungibili.