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Eugenetica e altri malanni

Ragionamenti contro l'organizzazione scientifica della società

Versione cartacea

A cura di: Michael Wiley Perry; Franco Salvatorelli (traduzione)
Editore: CANTAGALLI
Genere: Etica
ISBN: 9788882723729
Tipologia: Libro
Formato: 12x18
Anno di edizione:
Note: brossurato con alette
Tag: Medicina & Persona
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A cura di: Michael Wiley Perry; Franco Salvatorelli (traduzione)
Editore: CANTAGALLI
Genere: Etica
ISBN: 9788882723729
Tipologia: Libro
Formato: 12x18
Anno di edizione: 2008
Note: brossurato con alette
Tag: Medicina & Persona
In occasione dell'odierno dibattito sull'aborto e sull'embrione, pubblichiamo la prima traduzione italiana dell'inedito chestertoniano "Eugenetica e altri malanni". Con pennelate di cruda ironia Chesteron si fa beffa dello scientismo e dell'arroganza con cui si pretende di manipolare gli esseri umani, e di trattarli alla stessa stregua di oggetti.

Introduzione di Luca Volonté
GILBERT KEITH CHESTERTON (1874-1936) nasce a Londra da famiglia anglicana; comincia a scrivere sullo «Speaker» e sul «Daily News» (dove incontra lo scrittore cattolico Hilaire Belloc), affermandosi grazie alla straordinaria verve polemica, giornalista di gran classe, tra i più pungenti e i più letti. I primi bersagli polemici del giovane Chesterton sono la società industriale del tempo, col suo carico di pragmatismo e di relativismo, e la conseguente disumanizzazione dell’umano. Il ritorno al reale e la conversione definitiva alla Chiesa cattolica nel 1922 non fanno che dare compimento a questa visione antimaterialistica della vita.
La vastissima produzione del Chesterton – oltre cento volumi di saggistica, poesia, narrativa, agiografia e drammi – risente di una progressiva simpatia per la Chiesa di Roma. Un’attrazione che poco ha di irrazionale e di sentimentalistico, dato che per lo scrittore inglese la verità cattolica non è altro che il superamento delle antinomie, delle esigenze contrastanti, insomma di tutti quegli "ismi" – le ideologie – che pretendono di rinchiudere l’uomo in una interpretazione. Mentre il Cristianesimo, visto nella sua forma cattolica, rappresenta la totalità della verità, tutto il resto vive di quelle che lo scrittore chiamava spesso «verità cristiane impazzite».
La grandezza dell’opera di Chesterton sta tutta nell’aver capito – e mirabilmente aver fatto capire – che l’accettazione della verità cattolica non può risiedere soltanto in folgorazioni irrazionali, come certa corrente progressista ha sempre sostenuto e continua ancora oggi a sostenere, ma presuppone anche un cammino razionale, una messa a tema della ragioni «che ci hanno convinti ad entrare in Chiesa». Basta leggere una sola pagina di Chesterton per rendersi conto che, forse come nessun’altra, la sua riflessione riesce a dilatare la mente dell’uomo d’oggi, facendola approdare a dei lidi altrimenti difficilmente raggiungibili.