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Jacaranda

Versione cartacea

A cura di: Luigi Maria Sponzilli (traduzione)
Editore: MONDADORI
Pagine: 216
Genere: Narrativa e poesia
Altri generi: Romanzo, Letteratura francese
ISBN: 9788804800163
Tipologia: Libro
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A cura di: Luigi Maria Sponzilli (traduzione)
Editore: MONDADORI
Pagine: 216
Genere: Narrativa e poesia
Altri generi: Romanzo, Letteratura francese
ISBN: 9788804800163
Tipologia: Libro
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Anno di edizione: 2026

Libro vincitore del Prix Renaundot 2024

Un romanzo intenso e toccante che racconta le ripercussioni della violenza sui legami umani, restituendo l'immagine di un Paese che, nonostante le sue ferite profonde, cerca il dialogo e il perdono, soprattutto attraverso la speranza e la vitalità delle nuove generazioni.

«Il passato di mia madre era una porta chiusa. Siccome lei taceva le sue origini nel modo più assoluto, avevo praticamente dimenticato che era nata e cresciuta sotto un altro cielo.»

«Un romanzo che oscilla tra la tenerezza e la rivolta.» - Le Figaro


Versailles, 1994. Milan ha dodici anni e vive con il padre Philippe, francese, e la madre Venancia, ruandese, ma conosce poco o nulla delle sue radici africane, perché Venancia non ha mai voluto condividere ricordi della sua vita passata. Il suo silenzio ostinato la rende quasi un'estranea agli occhi del figlio. Ma il Ruanda è destinato a manifestarsi presto nella vita di Milan, prima attraverso le immagini scioccanti eppure lontane del genocidio contro i tutsi trasmesse in televisione, poi con l'arrivo imprevisto di Claude, un familiare di Venancia. Milan si illude di aver trovato un fratello, ma il ragazzino ritorna in Ruanda in maniera altrettanto fulminea e incomprensibile. Solo quattro anni dopo, quando parte per Kigali con la madre, Milan lo ritroverà e scoprirà anche l'esistenza di una nonna, della "Zia" Eusébie e di sua figlia Stella, che fin da bambina ama arrampicarsi tra i rami dell'enorme albero di jacaranda che cresce nel suo giardino. Pur sentendosi inizialmente un estraneo, additato dai coetanei come un "muzungu", un bianco, Milan si lascia via via conquistare da quel luogo al contempo affascinante e brutale, arrivando a sentirsi sempre più a casa.