Utilizziamo cookie proprietari e di terze parti al fine di migliorare i nostri servizi. Per ulteriori informazioni o per scoprire come modificare la configurazione, consulta la nostra Politica relativa ai cookie.
spendi qui la carta docente 18 app sfoglia il catalogo Spedizione gratuita per ordini superiori a 29.90 €

Ad Auschwitz ho imparato il perdono

Una storia di liberazione

Versione cartacea

A cura di: Anna Maria Foli (traduttrice)
Editore: SPERLING & KUPFER
Pagine: 228
Genere: Biografie
Altri generi: Testimoni, Totalitarismi
ISBN: 9788820062774
Tipologia: Libro
Formato: 15x22,5
Anno di edizione:
Note: Cartonato con sovracoperta
Tag: Shoah
Acquistabile con 18app e Carta del Docente
€ 17,90

Disponibile

Spedizione gratuita comprando questo prodotto + un altro da € 12.00
A cura di: Anna Maria Foli (traduttrice)
Editore: SPERLING & KUPFER
Pagine: 228
Genere: Biografie
Altri generi: Testimoni, Totalitarismi
ISBN: 9788820062774
Tipologia: Libro
Formato: 15x22,5
Anno di edizione: 2017
Note: Cartonato con sovracoperta
Tag: Shoah
Da una struggente storia di persecuzione e di coraggio, un'intensa lezione spirituale che ha avuto risonanza in tutto il mondo

«Con il perdono si sprigiona l'unica energia di cui disponiamo veramente. E perdonare chi voleva uccidervi - scindendo l'ultimo legame che unisce la vittima al carnefice e riprendendo le redini della propria vita - procura un'incredibile energia, un immenso senso di potenza. Nessuna vendetta potrebbe fare altrettanto, nessuna pena detentiva potrebbe eliminare il dolore e la perenne sensazione di sentirsi indifesi. Solo il perdono libera davvero dalle sofferenze del passato»

Auschwitz, maggio 1944: sulla lunga banchina affiancata alle porte dei forni crematori, affollata di migliaia di ebrei appena arrivati dall'Ungheria, un militare osserva due bambine vestite di un identico abitino rosso, strette alle mani della madre. «Sono gemelle?» chiede. Avuta la risposta affermativa, le trascina via. Eva si salva così dalla camera a gas, destinata, con Miriam, a diventare una cavia umana nel laboratorio dove Josef Mengele compie i suoi esperimenti genetici. Ha dieci anni e molta paura. Per sei mesi, insieme ad altre coppie di gemelli, subisce test, trasfusioni, iniezioni di virus e medicinali. Vede i suoi compagni morire a seguito di operazioni e amputazioni. Ma è determinata a tornare a casa e riesce, insieme alla sorella, a sopravvivere fino all'arrivo degli Alleati. A sedici anni è in Israele, a ventisei negli Stati Uniti: gli incubi notturni sono scomparsi, ma non l'odio per gli aguzzini, la costante sensazione di essere indifesa e impotente, la sofferenza causata dai ricordi, che vengono sepolti in un angolo della memoria. Finché l'incontro con un ex nazista fa riemergere il dolore, ma mostra a Eva una nuova strada, il perdono, che libera dal peso del passato non i carnefici, come si crede, ma le vittime, rendendo loro il potere sulla propria vita. L'odio la incatenava agli abusi subiti, il perdono le permette di andare avanti, senza dimenticare quel che è stato. Di guardare quella bambina fotografata dietro il filo spinato del campo di sterminio senza essere sopraffatta dall'angoscia. Di ottenere che due criminali ammettano pubblicamente le proprie colpe.