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La mia casa è la tua - DVD

€ 15,00
Disponibile
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Tipologia
DVD
ISBN
8031635230106
Genere
Altri generi
Anno
Un documentario verticale sull'esperienza di Famiglie per l'Accoglienza.

Mamma Giusy racconta il diventare uno nell'episodio finale:dopo un affido durato pochi mesi che l'aveva martoriata nel distacco, nell'affido successivo cercò di difendersi dal legame con la nuova bambina promettendosi d'esser una dada amorevole, ma non la mamma. Neanche tre mesi e se l'è trovata dentro: "Perché entri! E' come entrare nel suo cuore, e lei nel mio". Non sa spiegarsi perché, ma lo dice con la stessa faccia di una donna che scopre di essere incinta: la stessa botta di felicità, di sorpresa, di desiderio tremante di futuro che quella vita sia felice per sempre, anche se nessuno - oltre Dio - potrà mai immaginarsi come. E' la pura e semplice fisiologia dell'essere padri e madri che non avviene mai per via di carne e sangue ma sempre e solo per via d'anima e cuore. Incinta, ovvero: è tuo. Un pezzo di te che però non comandi te, non controlli te, non gestisci te. Nel tempo e nella lealtà, amando scopri che nemmeno il tutto di te è tuo, non comandi tu, non controlli tu, non gestisci tu.
E allora, questo mio io, se non è mio, di chi è?
Emmanuel Exitu


Famiglie per l'Accoglienza presenta "La mia casa è la tua" di Emmanuel Exitu, un documentario non istituzionale ma semplicemente quotidiano che racconta le gioie, i dolori, le fatiche, le soddisfazioni e l'amore che riesce ad abbracciare tutto, anche i nodi irrisolti, senza stupidi happy end. Vivere la straordinaria normalità del bene attraverso il linguaggio sporco e senza filtro del reportage che si lega al linguaggio poetico dell'animazione: non un'inchiesta sociologica o un'indagine psicologica, ma l'insolito mix di linguaggi di un documentario verticale che arriva al profondo di queste famiglie senza violarlo, per andare a vedere perché un uomo e una donna accolgono figli di altri in difficoltà come se fossero i loro: non per tenerseli, ma per amarli (e amarsi) solo per quello che sono. Perché una famiglia normale apre il cuore e la porta a estranei segnati dal male e dal dolore? È davvero possibile?
Sei storie di padri e madri e figli come chiunque di noi, sei storie di famiglie normali dimostrano che «yes, we can» senza nemmeno esser santi né eroi né navigatori né poeti né profeti né presidenti degli Stati Uniti d'America. Basta avere un cuore che funziona.
Un documentario verticale sull'esperienza di Famiglie per l'Accoglienza.

Mamma Giusy racconta il diventare uno nell'episodio finale:dopo un affido durato pochi mesi che l'aveva martoriata nel distacco, nell'affido successivo cercò di difendersi dal legame con la nuova bambina promettendosi d'esser una dada amorevole, ma non la mamma. Neanche tre mesi e se l'è trovata dentro: "Perché entri! E' come entrare nel suo cuore, e lei nel mio". Non sa spiegarsi perché, ma lo dice con la stessa faccia di una donna che scopre di essere incinta: la stessa botta di felicità, di sorpresa, di desiderio tremante di futuro che quella vita sia felice per sempre, anche se nessuno - oltre Dio - potrà mai immaginarsi come. E' la pura e semplice fisiologia dell'essere padri e madri che non avviene mai per via di carne e sangue ma sempre e solo per via d'anima e cuore. Incinta, ovvero: è tuo. Un pezzo di te che però non comandi te, non controlli te, non gestisci te. Nel tempo e nella lealtà, amando scopri che nemmeno il tutto di te è tuo, non comandi tu, non controlli tu, non gestisci tu.
E allora, questo mio io, se non è mio, di chi è?
Emmanuel Exitu


Famiglie per l'Accoglienza presenta "La mia casa è la tua" di Emmanuel Exitu, un documentario non istituzionale ma semplicemente quotidiano che racconta le gioie, i dolori, le fatiche, le soddisfazioni e l'amore che riesce ad abbracciare tutto, anche i nodi irrisolti, senza stupidi happy end. Vivere la straordinaria normalità del bene attraverso il linguaggio sporco e senza filtro del reportage che si lega al linguaggio poetico dell'animazione: non un'inchiesta sociologica o un'indagine psicologica, ma l'insolito mix di linguaggi di un documentario verticale che arriva al profondo di queste famiglie senza violarlo, per andare a vedere perché un uomo e una donna accolgono figli di altri in difficoltà come se fossero i loro: non per tenerseli, ma per amarli (e amarsi) solo per quello che sono. Perché una famiglia normale apre il cuore e la porta a estranei segnati dal male e dal dolore? È davvero possibile?
Sei storie di padri e madri e figli come chiunque di noi, sei storie di famiglie normali dimostrano che «yes, we can» senza nemmeno esser santi né eroi né navigatori né poeti né profeti né presidenti degli Stati Uniti d'America. Basta avere un cuore che funziona.
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