spendi qui la carta docente carta cultura sfoglia il catalogo Spedizione gratuita in Italia per ordini superiori a 29,90 €

Il tagliapietre

Versione cartacea

A cura di: Maurizia Balmelli (traduzione)
Editore: EINAUDI
Pagine: 144
Genere: Narrativa e poesia
Altri generi: Letteratura americana, Romanzo
ISBN: 9788806265144
Tipologia: Libro
Collana:
Anno di edizione:
Acquistabile con Carte Cultura e Carta del Docente
€ 14,73 € 15,50
-5%

Disponibilità Immediata

Spedizione gratuita comprando questo prodotto + un altro da € 15.18
A cura di: Maurizia Balmelli (traduzione)
Editore: EINAUDI
Pagine: 144
Genere: Narrativa e poesia
Altri generi: Letteratura americana, Romanzo
ISBN: 9788806265144
Tipologia: Libro
Collana: Supercoralli
Anno di edizione: 2025
Sipario. In scena quattro generazioni della famiglia Telfair, scalpellini neri di Louisville, Kentucky. Il protagonista, Ben, ha imparato dal nonno Papaw che «un muro è fatto allo stesso modo in cui è fatto il mondo. Una casa, un tempio». Così, ora che la vocazione del taglio della pietra in famiglia si va esaurendo, Ben dovrà fare come la casa e il tempio, e come quelli resistere e restare. L’ultima opera ancora inedita dell’autore di “Il passeggero” e “La strada”, l’unica nata in forma teatrale, vede la stampa dopo quasi quarant’anni dalla sua stesura, e incastona la tessera finale in un mosaico immaginifico che non cessa di stupirci. Scritto alla fine degli anni Ottanta, poco dopo “Meridiano di sangue”, pubblicato nel 1994, contemporaneamente alla “Trilogia della frontiera”, il dramma in cinque atti “Il tagliapietre” non ha avuto la stessa fortuna dei capolavori suoi coevi e non ha mai visto una rappresentazione scenica se non parziale. Perché? Ben Telfair, protagonista dell’opera nonché suo deus ex machina, chiamato a riflessioni dall’alto peso specifico, è uno scalpellino nero poco più che trentenne che ha abbandonato gli studi in psicologia per dedicarsi alla lavorazione della pietra come suo nonno, l’ultracentenario Papaw. A legare i due uomini non c’è solo l’arte della costruzione muraria – «il mestiere» come Papaw ama definirlo, quasi non ve ne fossero altri. Ciò che Ben ha scelto di abbracciare è un intero sistema di valori, improntato a rettitudine e onestà. Il resto della famiglia ha scelto diversamente: la moglie di Ben, Maven, ambisce alla professione di avvocato; suo padre, Big Ben, alla pietra ha preferito il cemento e le ricchezze che è in grado di produrre, mentre suo nipote, Soldier, ha fatalmente ripudiato un materiale come l’altro. Ben ha radici solide e crede di poter aggiustare tutto. Ma non può. Per quale ragione, dunque, questo quintessenziale paladino mccarthiano non ha mai trovato posto su un palcoscenico? Troppo ricco il linguaggio, è stato detto, dilatato fra il dialetto del Sud e la solenne prosa biblica, troppo metafisico il sottotesto, troppo ardito l’alternarsi dei due Ben sulla scena. Forse, invece, “Il tagliapietre” ha solo scontato un gap temporale. Ora, dopo i dialoghi serrati di Bianco e Nero in “Sunset Limited” e la resilienza testarda del padre in “La strada”; dopo le struggenti peregrinazioni di Bobby Western nel “Passeggero”, è tempo che anche Ben Telfair si unisca alla schiera degli eroi mccarthiani che portano il fuoco e che “Il tagliapietre” vada a occupare il posto che gli compete.
CORMAC McCARTHY, nato nel Rhode Island nel 1933, è cresciuto in Tennessee, dove ha frequentato l'università, abbandonandola due volte. Entrato nel '53 nell'Air Force, vi rimasto per quattro anni. Ora vive a El Paso, Texas, lontano dal clamore: non concede interviste e non frequenta gli ambienti letterari e mondani. Gli ultimi tre libri (Cavalli selvaggi, Oltre il confine e Città della pianura) costituiscono la trilogia della frontiera, il cui primo capitolo, Cavalli selvaggi, ha conquistato il National Book Award. Non è un paese per vecchi sarà portato sugli schermi cinematografici da Joel e Ethan Coen.