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La genesi dell'Europa

Un'introduzione alla storia dell'unità europea dal IV all'XI secolo

Versione cartacea

A cura di: Franca Genta Bonelli (traduttrice)
Editore: LINDAU
Pagine: 416
Genere: Storia medievale
ISBN: 9788867086337
Tipologia: Libro
Formato: 14 x 21
Anno di edizione:
Note: Brossurato con alette
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A cura di: Franca Genta Bonelli (traduttrice)
Editore: LINDAU
Pagine: 416
Genere: Storia medievale
ISBN: 9788867086337
Tipologia: Libro
Formato: 14 x 21
Anno di edizione: 2017
Note: Brossurato con alette

In questo fondamentale studio – definito dal «Times Literary Supplement» «impressionante per la padronanza dell’argomento e l’originalità delle tesi» – Christopher Dawson sostiene che i cosiddetti «Secoli Bui», il periodo storico che va dal IV all’XI secolo, non furono affatto uno sterile preludio all’energia creativa sprigionatasi dopo l’anno Mille. Al contrario, l’Alto Medioevo andrebbe descritto come un’età di rinascita perché fu allora che la complessa interazione tra l’Impero romano, la Chiesa cristiana, la tradizione classica e le società barbariche determinò la genesi di un’unitaria e vitale cultura europea.
Scrivendo nel 1932, nel pieno di una profonda crisi europea – insieme culturale, politica, morale ed economica – nella quale le forze nazionalistiche sembravano aver vinto la battaglia delle idee, Dawson sosteneva che «se la nostra civiltà vuole sopravvivere è necessario che sviluppi una coscienza europea comune e la consapevolezza di una unità storica e organica». Dawson aveva chiaro che quell’unità richiedeva però soluzioni ben diverse da quelle imposte dai movimenti politici al potere e dalle teorie economiche che andavano per la maggiore. Era necessario – allora come oggi, verrebbe da dire – che l’Europa riscoprisse le proprie radici cristiane e con esse – e come loro conseguenza – l’aspirazione all’universalismo, contro ogni nazionalismo e ogni protezionismo.

Prefazione di Alexander Murray

HENRY CHRISTOPHER DAWSON (1889-1970) è considerato uno dei più illustri storici della cultura e della religione, e uno dei più significativi esponenti della rinascita cattolica in Inghilterra. Dopo gli studi a Oxford, lascia l'università, ma prosegue la ricerca e l'attività di scrittore. Nel 1914 si converte dall'anglicanesimo al cattolicesimo. Nonostante il credito scientifico acquisito e l'ingente produzione libraria, non riesce a rientrare nel mondo accademico e non ottiene mai una cattedra – talora per pregiudizio anticattolico – limitandosi a svolgere, in diversi atenei britannici, cicli di conferenze o corsi collaterali in tema di storia della civiltà, di filosofia della religione e di storia dell'educazione occidentale. Attivo fin dal 1920 come pubblicistica, collabora a molte riviste – spesso legate al risveglio culturale cattolico britannico negli anni 1930 – e tiene conversazioni per la BBC (British Broadcasting Corporation). Solo nel 1958 è chiamato a occupare la prima cattedra di Studi Cattolici Romani creata all'università di Harvard, negli Stati Uniti d'America.