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Il dilemma moderno

Versione cartacea

A cura di: Paolo Mazzeranghi (traduzione)
Editore: LINDAU
Pagine: 96
Genere: Politica
ISBN: 9788871809717
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione:
Note: brossurato con alette
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A cura di: Paolo Mazzeranghi (traduzione)
Editore: LINDAU
Pagine: 96
Genere: Politica
ISBN: 9788871809717
Tipologia: Libro
Formato: 14x21
Anno di edizione: 2012
Note: brossurato con alette
Negli anni ’30 del secolo scorso, lo storico inglese Christopher Dawson (1889-1970) alternò alla stesura delle sue opere più ponderose un’intensa attività giornalistica ed editoriale. Fra le iniziative da lui curate spicca una collana di piccoli saggi in edizione economica. Alla serie, che comprendeva opere di autori come Jacques Maritain, Nikolaj Berdjaev, Carl Schmitt, Rudolf Allers, contribuì personalmente con Il dilemma moderno, uscito nel 1932, quando già era riconosciuto come uno dei maggiori studiosi della civiltà occidentale.
In questo volume, Dawson analizza e discute la crisi culturale, prima che politica, che ha portato l’Europa a una condizione di guerra civile – acuita dagli esiti della prima guerra mondiale –, all’instabilità sociale e alla perdita della leadership mondiale. Tale crisi è dovuta, secondo l’autore, al rifiuto del cristianesimo proprio negli ambiti in cui maggiore è stato il contributo europeo: il pensiero e le istituzioni politiche da una parte, e la ricerca scientifica con le sue ricadute tecnologiche dall’altra.
A suo giudizio, solo la riscoperta delle radici cristiane di una democrazia correttamente intesa e di una scienza e di una tecnica non più autoreferenziali potrà salvare la nostra civiltà dall’alternativa fra dittature rivoluzionarie e tecnocrazie irresponsabili, differenti nella forma ma ugualmente totalitarie. Il recupero della sua anima e della sua vocazione consentirà all’Europa di svolgere un ruolo di progresso e di pacificazione su una scena mondiale resa precaria dall’assunzione strumentale delle conquiste materiali dell’Occidente da parte di realtà geograficamente e demograficamente imponenti e minacciose.
Quanto questa analisi sia profetica e oggi straordinariamente attuale potrà giudicarlo qualsiasi lettore.
HENRY CHRISTOPHER DAWSON (1889-1970) è considerato uno dei più illustri storici della cultura e della religione, e uno dei più significativi esponenti della rinascita cattolica in Inghilterra. Dopo gli studi a Oxford, lascia l'università, ma prosegue la ricerca e l'attività di scrittore. Nel 1914 si converte dall'anglicanesimo al cattolicesimo. Nonostante il credito scientifico acquisito e l'ingente produzione libraria, non riesce a rientrare nel mondo accademico e non ottiene mai una cattedra – talora per pregiudizio anticattolico – limitandosi a svolgere, in diversi atenei britannici, cicli di conferenze o corsi collaterali in tema di storia della civiltà, di filosofia della religione e di storia dell'educazione occidentale. Attivo fin dal 1920 come pubblicistica, collabora a molte riviste – spesso legate al risveglio culturale cattolico britannico negli anni 1930 – e tiene conversazioni per la BBC (British Broadcasting Corporation). Solo nel 1958 è chiamato a occupare la prima cattedra di Studi Cattolici Romani creata all'università di Harvard, negli Stati Uniti d'America.