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Nella stanza di Emily

Versione cartacea

Editore: LA TARTARUGA2
Pagine: 176
Genere: Arte
Altri generi: Fotografia, Narrativa e poesia, Letteratura americana
ISBN: 9788894814996
Tipologia: Libro
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Editore: LA TARTARUGA2
Pagine: 176
Genere: Arte
Altri generi: Fotografia, Narrativa e poesia, Letteratura americana
ISBN: 9788894814996
Tipologia: Libro
Collana: Narrativa
Anno di edizione: 2025

«Dickinson ha anticipato le poetiche novecentesche, ma continua a sconfinare nel futuro, come tutti i visionari, gli acrobati del tempo, non appartiene alla sua epoca, sprofondata com’è dentro il senso dell’esistere».

«Centovalli, che ha lavorato a lungo in editoria, cerca qualcosa di sé nell'ombra che Emily Dickinson si era creata intorno. Mette a disposizione del lettore il suo sguardo acuto su una delle figure più magnetiche della letteratura, "un'acrobata del tempo" capace di sconfinare nel futuro.» - Cristina Taglietti, 7 - Sette


C’è chi frequenta i poeti attraverso i versi che ci hanno lasciato, e chi lo fa visitandone le tombe, i giardini o le case, in pellegrinaggi solitari che ricordano i cammini alla ricerca delle reliquie dei santi. Così fa Benedetta Centovalli, che nel settembre del 2019 decide di visitare la Homestead, la casa di Amherst in cui nacque Emily Dickinson il 10 dicembre del 1830 e in cui visse dal 1855 fino alla sua morte. Esiste un viaggio fisico, qui documentato attraverso alcune fotografie scattate dall’autrice che rimandano all’erbario di Dickinson: sono immagini quotidiane messe a seccare come fiori in un quaderno, un riflesso del suo amore per le piante e le piccole persone. Era la stessa Dickinson a invitare a fare un erbario: “Sarà un tesoro prezioso per te; quasi tutte le ragazze lo stanno facendo”, scriveva nel 1845. Nella stanza di Emily va letto e immaginato proprio così: come un tesoro personale messo a disposizione degli altri, a partire da un viaggio che non è più soltanto materiale, ma anche letterario e simbolico. Benedetta Centovalli tornerà molte volte alla Homestead, con il ricordo di quello che ha visto ma anche con l’aspettativa di ciò che non ha scoperto ancora.