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La prima carità al malato è la scienza

Giancarlo Rastelli, un cardiochirurgo appassionato all’uomo

Versione
cartacea
€ 16,00 ( -15%)
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Disponibile
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Tipologia
ISBN
9788852605369
Genere
Altri generi
Editore
Curatore
Gerardo Vito Lo Russo, Giovanni Lucertini, Andrea Pace, Veronica Sandroni
Pagine
96
Formato
19,7x24,5
Anno
Note
Brossurato con alette, foto in bianco e nero

«Ho sempre pensato che la prima carità che l’ammalato
deve avere dal medico è la carità della scienza.
È la carità di essere curato come va.
Senza di questo è inutile parlare delle altre carità.
Senza di questo si fa del paternalismo e del pietismo soltanto».
Giancarlo Rastelli

La storia di Giancarlo Rastelli, oltre ad essere quella di uno scienziato riconosciuto in tutto il mondo per i risultati delle sue ricerche cardiovascolari, colpisce più di tutto per l’esaltazione della normalità. Gian, come lo chiamavano amici e colleghi, è stato un medico, un ricercatore brillante, ma soprattutto un grande uomo, umile, guidato da un profondo amore per la vita e da una vocazione sincera, un marito e un padre che ha saputo affrontare la malattia e la morte.

«Gian era stato educato in famiglia ai principi della fede cristiana, e questi principi e questi ideali, vissuti in maniera gioiosa, adulta, senza pietismi ma con profonda convinzione, sono stati la bussola e i mezzi di discernimento di tutta la sua vita. E sono stati la forza che lo ha sostenuto negli anni della malattia e della sofferenza fisica e morale. Infine sono stati la ragione della sua grande speranza fino all’ultimo» (Umberto Squarcia).

La bellezza e l’armonia della sua vita, la  profonda spiritualità e la costante dedizione alle virtù cristiane hanno affascinato così tante persone da richiedere l’avvio della causa di beatificazione. Nel 2005 l’allora vescovo di Winona (Minnesota), Bernard Joseph Harrington, ha concesso il nulla osta alla Diocesi di Parma per l’apertura della causa, adducendo come ragione la compassion for mankind e l’eroismo con cui Giancarlo Rastelli ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, nel totale abbandono alla volontà del Padre.

«Ho sempre pensato che la prima carità che l’ammalato
deve avere dal medico è la carità della scienza.
È la carità di essere curato come va.
Senza di questo è inutile parlare delle altre carità.
Senza di questo si fa del paternalismo e del pietismo soltanto».
Giancarlo Rastelli

La storia di Giancarlo Rastelli, oltre ad essere quella di uno scienziato riconosciuto in tutto il mondo per i risultati delle sue ricerche cardiovascolari, colpisce più di tutto per l’esaltazione della normalità. Gian, come lo chiamavano amici e colleghi, è stato un medico, un ricercatore brillante, ma soprattutto un grande uomo, umile, guidato da un profondo amore per la vita e da una vocazione sincera, un marito e un padre che ha saputo affrontare la malattia e la morte.

«Gian era stato educato in famiglia ai principi della fede cristiana, e questi principi e questi ideali, vissuti in maniera gioiosa, adulta, senza pietismi ma con profonda convinzione, sono stati la bussola e i mezzi di discernimento di tutta la sua vita. E sono stati la forza che lo ha sostenuto negli anni della malattia e della sofferenza fisica e morale. Infine sono stati la ragione della sua grande speranza fino all’ultimo» (Umberto Squarcia).

La bellezza e l’armonia della sua vita, la  profonda spiritualità e la costante dedizione alle virtù cristiane hanno affascinato così tante persone da richiedere l’avvio della causa di beatificazione. Nel 2005 l’allora vescovo di Winona (Minnesota), Bernard Joseph Harrington, ha concesso il nulla osta alla Diocesi di Parma per l’apertura della causa, adducendo come ragione la compassion for mankind e l’eroismo con cui Giancarlo Rastelli ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, nel totale abbandono alla volontà del Padre.

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