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E dietro l'ospite... un vento gagliardo

Tre profughi russi e la sfida della libertà

Versione
cartacea
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Disponibile
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Tipologia
ISBN
9788887240603
Genere
Altri generi
Curatore
Adriano Dell'Asta, Fondazione Russia Cristiana
Pagine
72
Formato
16,7x23,3
Anno
Note
a colori
Coedizione RC Edizioni-Itaca

Catalogo della mostra realizzata in occasione della XXVI edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli (Rimini)

Tra gli anni '20 e la seconda guerra mondiale oltre un milione di russi, in fuga dalla rivoluzione, si riversò in Europa. Si trovarono poveri e sbandati, senza più cittadinanza né lavoro. Per molti fu l'inizio di una drammatica deriva, altri lottarono per integrarsi. Alcuni credenti vissero questa tragedia esistenziale come un'opportunità privilegiata di testimonianza e di santità. Come un'occasione per cogliere la sfida della libertà. Rinunciando alla nostalgia del passato e raccogliendo la responsabilità del momento storico, i profughi russi seppero creare opere culturali, religiose e sociali, per trasmettere il valore eterno della tradizione di cui erano figli.
La fecondità della loro testimonianza è illustrata da tre figure diverse: Nikolaj Berdjaev, grande filosofo cristiano con un passato marxista; madre Marija, rovoluzionaria poi monaca e martire in un lager nazista; Andrej Bloom, vescovo al centro di una vasta rinascita spirituale.
Coedizione RC Edizioni-Itaca

Catalogo della mostra realizzata in occasione della XXVI edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli (Rimini)

Tra gli anni '20 e la seconda guerra mondiale oltre un milione di russi, in fuga dalla rivoluzione, si riversò in Europa. Si trovarono poveri e sbandati, senza più cittadinanza né lavoro. Per molti fu l'inizio di una drammatica deriva, altri lottarono per integrarsi. Alcuni credenti vissero questa tragedia esistenziale come un'opportunità privilegiata di testimonianza e di santità. Come un'occasione per cogliere la sfida della libertà. Rinunciando alla nostalgia del passato e raccogliendo la responsabilità del momento storico, i profughi russi seppero creare opere culturali, religiose e sociali, per trasmettere il valore eterno della tradizione di cui erano figli.
La fecondità della loro testimonianza è illustrata da tre figure diverse: Nikolaj Berdjaev, grande filosofo cristiano con un passato marxista; madre Marija, rovoluzionaria poi monaca e martire in un lager nazista; Andrej Bloom, vescovo al centro di una vasta rinascita spirituale.
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