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José María Sánchez Silva

(Spagna, 1911-2002)

Il padre di José María Sánchez Silva era un giornalista vicino all’anarchia, che scriveva sulla rivista La Tierra e che dovette fuggire dalla Spagna nel 1939. Già molti anni prima la famiglia era rimasta separata e José María aveva vissuto con il padre per pochissimo tempo; in alcuni periodi fu praticamente un bambino vagabondo. Entrò in istituti per orfani e bambini in situazione precaria e imparò la meccanografia e la dattilografia, con cui conseguì un posto di dattilografo al comune di Madrid.

Durante la Guerra civile rimase nella zona repubblicana, a Madrid, collaborando con le attività della Falange clandestina fin dal primo momento dell’ingresso in città delle truppe franchiste. Nel 1939 incominciò a lavorare come giornalista al quotidiano Arriba, di cui divenne poi vicedirettore, e inoltre collaborò con il quotidiano El Pueblo.

José María Sánchez Silva divenne celebre con il racconto Marcellino Pane e Vino, da cui fu tratto l’omonimo film diretto da Ladislao Vajda, e fu uno dei grandi successi del cinema spagnolo a livello internazionale. Ottenne il premio nazionale di letteratura nel 1957 e il  premio Andersen del 1968.
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